Il Tirreno

Pistoia

Ora rischia il fallimento l’impianto della Lg Plast

di Beatrice Faragli
Ora rischia il fallimento l’impianto della Lg Plast

La presidente del Cda dell’azienda spera ancora in una soluzione all’ultimo tuffo, ma sindacati, dipendenti e Provincia non si fidano più delle ipotesi e delle parole

3 MINUTI DI LETTURA





AGLIANA. «La situazione per la Lg Plast è pesantemente compromessa: non è critica, è drammatica». L’azienda, specializzata nel riciclo di materiale plastico, rischia il fallimento. Il tavolo di crisi convocato ieri in Provincia per l'impianto aglianese ex Recoplast di via Matteotti, non lascia spazio alle speranze, nonostante la proprietà dichiari di voler andare avanti. Francesca Benassi, presidente del cda e titolare della maggioranza delle quote societarie, ci crede ancora, ma sindacati, Provincia e dipendenti non sono più disposti a dare fiducia alle “chiacchiere”.

Specialmente di fronte a un’istanza di fallimento presentata dal curatore fallimentare Recoplast - l’udienza è fissata per il prossimo 7 novembre – e a una mancanza di liquidità ormai appurata. Lunedì prossimo, alle 12, ci sarà un presidio davanti ai cancelli dell’impianto aglianese organizzato dai 19 operai Lg Plast insieme a Cgil, Cisl e alle rappresentanze aziendali.

«Allo stato attuale l’azienda non ha ottemperato agli impegni necessari per la ripresa produttiva ed è intervenuta un’ istanza fallimentare. Non sussistono le condizioni necessarie a mantenere attivo un confronto fra le parti, a meno che non intervengano fatti esterni, nuovi e rilevanti, in grado di imprimere un rilancio dell’attività e dell’occupazione» informano dalla Provincia. «L’azienda – spiega Michele Gargini, Cgil – è senza liquidità, e i dipendenti aspettano gli stipendi arretrati. C’è chi ha visto soltanto 200 euro da aprile ad oggi. Il 7 novembre inoltre ci sarà una pesante udienza. Di promesse e dichiarazioni di intenti siamo stanchi. La situazione è largamente compromessa». «Chiediamo un atto di responsabilità e di lealtà ai vertici Lg Plast nei confronti dei lavoratori e di tutti i soggetti che in 3 anni hanno sostenuto l’azienda – dice Marcello Familiari, Cisl – Basta con le promesse. Senza soldi non si riparte e non si pagano gli arretrati, è questa la verità».

«Sono amareggiato – sottolinea l’assessore provinciale Paolo Magnanensi –. In questi anni la Provincia, di concerto con i sindacati, ha messo in campo impegno e attenzione per non perdere sul territorio importanti posti di lavoro. Abbiamo percorso tutte le strade possibili per consentire all’azienda, l’unica che a suo tempo ha manifestato interesse, di riprendere l’attività, ma, nonostante i suggerimenti e le indicazioni impartite, non è stata in grado di rispondere all’impegno richiesto. Da parte nostra continueremo a portare avanti, di concerto con i sindacati, le azioni a tutela dei lavoratori».

Durante il tavolo di crisi convocato negli uffici di piazza San Leone da Magnanensi, su richiesta delle segreterie provinciali di Cgil e Cisl, la proprietà Lg Plast ha annunciato potenziali imprenditori all’orizzonte, disposti a subentrare nel cda per ritirare su le sorti della società.

Le colpe sulla mancata ripresa dell’attività sono andate tutte all’ex amministratore unico Alessandro Benigni, che nel 2010, subentrando nell'impianto aglianese dopo il fallimento della Recoplast, annunciò la ripartenza nel giro di 6 mesi. Il primo a puntargli il dito contro, il 28 settembre scorso dalle pagine del Tirreno, era stato Giuseppe Montagna, il dimissionario amministratore delegato Lg Plast, subentrato a Benigni il 23 luglio 2012.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa