Attenzione
Invalida al 100%, ma non per l’Inps
Tolto l’accompagnamento di 480 euro ad una signora affetta da sclerosi multipla. Per i medici si è aggravata
PISTOIA. È invalida al 100%, ma secondo l’Inps non ha più bisogno dell’accompagnamento riconosciuto nel 2005. Emanuela Teresa Mastrandrea, 54 anni, affetta da sclerosi multipla, è pronta a fare ricorso all’autorità giudiziaria contro l’esito della verifica effettuata in estate dall’ente previdenziale di Pistoia, comunicato il 5 settembre. «Questa decisione lede la mia esistenza e mette in serio pericolo la mia sopravvivenza – spiega la donna –. È una vessazione da parte della commissione che ha valutato il mio stato di salute».
Il manifestarsi della malattia risale al 1980. Prima del 2005 le era stata riconosciuta un’invalidità civile al 67%, poi, 7 anni fa, Emanuela Mastrandrea decide di affrontare una nuova verifica, visto il carattere degenerativo della sclerosi multipla. «Mi hanno dato un'invalidità totale e da allora – ricorda – non sono stata più richiamata, fino al giugno scorso. Il 15 vado all’Inps per la visita, accompagnata dal mio medico curante, Fabio Fondelli. La dottoressa dell’istituto Anna Paola Cappellini mi fa un accertamento completo. Dieci giorni dopo però mi chiamano nuovamente, dicendomi che avrei dovuto fare una seconda visita a Firenze, dove l’Inps ha il “suo” neurologo convenzionato. A quel punto, mi rendo conto che il primo accertamento è stato praticamente inutile. Non riesco a capire perché non mi abbiano mandato subito altrove, visto che a Pistoia hanno ammesso di non avere le competenze necessarie per valutare il mio caso. Sono stati i volontari dell’Aism ad accompagnarmi dal neurologo fiorentino il primo agosto, visto che io non posso più guidare la macchina dal 2009 a causa della mia patologia e delle medicine che prendo. Il 4 giugno avevo già fatto il controllo annuale a Careggi, a cui mi sottopongo ormai da diversi anni.
«“Signora lei è messa peggio di quanto emerge dalla relazione” mi dice, a caldo, il neurologo convenzionato leggendo tutti i fogli che mi ero fatta mandare dai professori fiorentini. A settembre, contro ogni previsione, dall’ente previdenziale pistoiese mi comunicano l’esito negativo della verifica, riconoscendomi l’invalidità con totale e permanente inabilità lavorativa, ma togliendomi l’accompagnamento, circa 480 euro al mese».
Secondo l’Inps la donna non ha più bisogno dell’assistenza continua. Può vivere sola, con la sua pensione da 230 euro mensili. «Senza spendere troppe parole su quando mi cadono le cose di mano e su quando perdo l’equilibrio, oppure sul fatto che non riesco a portare una borsa della spesa o ad andare da sola al supermercato, voglio parlare di una cosa ben più semplice: se sono per strada e comincia a piovere, io non riesco a tirare fuori l’ombrello. Invito la dottoressa che mi ha visitata, a passare una giornata con me e con il mio deambulatore».
Mastrandrea, che non si è mai persa d’animo, neppure di fronte alla sclerosi multipla, farà ricorso. Il primo scoglio l’ha già incontrato ieri mattina, quando è andata al cup per prenotare la visita oculistica, così da integrare le relazioni mediche con dati aggiornati, ma ha dovuto fare i conti con le liste d’attesa, bloccate.
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