Sicurezza
Primo summit dei sindaci contro “fungo selvaggio”
Dal vertice usciranno alcune proposte comuni per limitare la raccolta Alberi abbattuti sulla strada: la Forestale presenta una denuncia contro ignoti
CUTIGLIANO. Denuncia contro ignoti. È il provvedimento che il Corpo forestale dello Stato intraprenderà nei confronti delle mani sconosciute che, nella notte fra sabato e domenica, hanno abbattuto tre grosse piante nella riserva di Campolino ostruendo la strada che conduce all’orto botanico di Abetone. Strada in quel tratto di proprietà del Corpo Forestale. Un gesto di protesta o, più semplicemente, volto ad ostruire il passaggio dei numerosi fungaioli che da qualche settimana affollano la val Sestaione. Un atto estremo, ma sintomatico dell’esasperazione dei locali che proprio non tollerano più questa raccolta selvaggia. «Le piante abbattute sono un grosso abete americano di 80 anni, un faggio ed un abete bianco – spiega una guardia forestale - rientrano nel patrimonio dello Stato, possiamo dunque procedere d’ufficio con una notizia di reato. L’allarme è pervenuto ai vigili del fuoco intorno alle 4.30 di notte da fungaiolo, cosa curiosa visto che non si può praticare la raccolta fino ad un’ora prima del sorgere del sole. Il taglio è opera di qualcuno che sa usare bene la motosega. Non ci sono certezze, ma lo scopo di bloccare il transito è palese».
C’è costernazione e rammarico fra molti abitanti della montagna, pur concordi sulla necessità di introdurre regole più ferree. «Comprensibile ma non giustificabile questa mossa di autodifesa» si legge su Facebook, «un gesto un po’ insensato: per difendere il bosco lo si è deturpato a sua volta». Intanto i sindaci, preoccupati per la situazione, discutono in questi giorni di una eventuale proposta di modifica della legge regionale. «È un atto estremo – interviene l’ex presidente della Comunità Montana Carluccio Ceccarelli – potrebbe essere l’inizio di un trend molto negativo con atti più pericolosi. L’eccessivo permessivismo produce questi risultati: alla fine ci si fa giustizia da soli. Fino ad oggi la Regione è stata sorda alle nostre istanze di rivedere il sistema di tutela e regolamentazione, ma a breve dovrà dare una risposta». Chiusura della raccolta per tutti 2 o 3 giorni la settimana ed omogeneità nei regolamenti coi territori confinanti trovano d’accordo il sindaco Giampiero Danti che annuncia per il futuro provvedimenti a tutela dei boschi di Abetone. C’è anche chi ipotizza nuove forme di pagamento. «È difficile eseguire controlli capillari – spiega l’assessore di Cutigliano Paolo Pistolozzi – ma ci sono tante soluzioni possibili, come l‘istituzione di consorzi su porzioni di territorio. Un esempio è a Casoli, in Lucchesia. All’imbocco della strada che conduce al bosco c’è un banchetto gestito dalla Proloco dove i fungaioli si fermano e pagano 6 euro». Intanto qualche forestiero risponde che «non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Non tutte le persone che vengono da fuori sporcano e devastano il bosco».
Di mano forestiera è forse anche la locandina satirica che in questi giorni gira per la montagna. Una lettera firmata da una fittizia associazione “Fungaiuoli della Piana dell’Arno” in cui si chiede al presidente della Regione e ai sindaci della montagna di regolamentare la raccolta dei boletus in senso però sfavorevole ai montanari. Si suggerisce di «sopperire alla lacune di presidio territoriale» attraverso fantomatici “Boletosteward” e di far indossare ai fungaioli divise di riconoscimento in base alla provenienza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
