Il Tirreno

Pistoia

Prezzi roventi per frutta e verdura

Aumenti dal 4 al 6% in un solo mese secondo le rilevazioni del Comune. Più “freddi” carburanti e bollette per la casa

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PISTOIA. Non c’è pace per i portafogli dei pistoiesi. Se nei mesi scorsi era stata soprattutto l’esplosione dei prezzi dei carburanti ad alimentare l’inflazione in città, questo settembre è toccato soprattutto ai generi alimentari far lievitare gli indicatori dei prezzi.

A registrare tutto ciò è il rapporto mensile dell’ufficio statistica comunale, che misura le variazioni dei prezzi in città per conto dell’Istat. L’ultimo rapporto, uscito pochi giorni fa, indica che l’inflazione a Pistoia a settembre è rimasta stabile al 3,1% rispetto al settembre 2011. In confronto ad agosto 2012, invece, l’indice generale dei prezzi si è appena appena ridotto dello 0,1%.

Tra le grandi categorie di beni di consumo, l’incremento congiunturale più alto è quello dei prodotti alimentari, che rispetto ad agosto sono aumentati quasi dell’1%. Per colpa di cosa? Soprattutto della frutta fresca (+6,2%) e dei vegetali (4% di aumento). Probabilmente si tratta dell’effetto della siccità che in estate, unita alle alte temperature, si è abbattuta come un flagello sulle coltivazioni di frutta e sugli orti. Il risultato finale è una salita dei prezzi in un mese dello 0,9%; calcolato su base annua, invece, l’incremento è del 2,9%.

Le altre variazioni della categoria: carne bovina (+0,3), carne ovina o caprina (+0,6), pollame (+0,9), salumi (+0,1), latte fresco (+0,5), formaggi e latticini (+0,2), olio di oliva (+0,1), gelati (+0,1), caffè (+0,6), acque minerali (+0,7) e bevande analcoliche (+0,2).

In diminuzione rileviamo il costo della pasta secca, pasta fresca e preparati di pasta (-0,6), della carne suina (-0,4),

di pesci e prodotti ittici (-0,3), di altri oli alimentari (-0,2) e dei succhi di frutta e verdura (-0,4).

L’altra categoria osservata speciale, i trasporti (dove sono ricompresi i carburanti), sono rimasti invece abbastanza tranquilli questo mese, con addirittura una discesa dello 0,5% a livello congiunturale (ma rispetto all’anno scorso l’aumento rimane del 7,9%). Non che a settembre non ci siano stati aumenti al distributore:il gasolio è cresciuto del 3%, la benzina del 4 rispetto ad agosto. A livello tendenziale (cioè rispetto al 2011)gli aumenti complessivi sono arrivati rispettivamente al 22 e al 23,8%. Ma evidentemente gli aumenti 2012 sono stati meno elevati di quelli dello scorso anno. Di qui quel -0,5% complessivo.

Altri settori. Per quanto riguarda le bevande alcoliche, è aumentato solo il prezzo delle birre (+0,4%). L’abbigliamento e calzature vede i prezzi diminuire dello 0,2% rispetto ad agosto, mentre a livello annuale si scende all’1,9%

Per i servizi come acqua ed energia elettrica, la bolletta è aumentata appena dello 0,1% mentre il tasso annuale sale al 7,3%. Tra gli aumenti più significativi il gasolio da riscaldamento (+0,6%) e gli affitti (+0,2).

Ambivalente il risultato osservato per i servizi ricettivi e di ristorazione. Complessivamente il rapporto del Comune registra un calo notevole (-0,9%) su agosto 2011, con il tasso tendenziale che si ferma così allo 0,7%. Ma le consumazioni al bar sono cresciute delloi 0,8, mentre in diminuzione sono il prezzo di alberghi, motel, pensioni e simili (-0,7) e dei villaggi vacanze, campeggi, ostelli della gioventù e simili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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