Sicurezza
Aziende stangate dalla nuova Imu
Aumenti anche del 103% rispetto all’Ici: protestano gli artigiani
MARCELLO. Nell’ultimo consiglio comunale come annunciato, il Comune di San Macello ha varato le aliquote del’Imu, la nuova imposta sugli immobili. Ma dopo quella data, ci è stato un ulteriore ritocco, non soltanto per le abitazioni, ma anche per laboratori artigiani, aziende industriali, uffici, magazzini e terreni edificabili. Questo nuovo intervento comunale si è reso necessario dopo l'adozione della seconda manovra "Salva Italia" del governo Monti che con la seconda spending review ha portato nuovi tagli alle casse comunali. Nonostante i risparmi attuati, come sostengono gli amministratori comunali, c'è stata la necessità di ritoccare di un ulteriore 3,47% le aliquote che il comune aveva già aumentate del 13,21% in aprile. Va precisato che il governo Monti aveva operato un aumento consistente, pari al 73,77% rispetto all'Ici pagata nel 2011. Così fra aumenti del governo e quelli comunali, il 2012 vede l'aumento complessivo di questa imposta, una vera e propria patrimoniale, arrivare al 103,55 % nel comune di San Marcello. Un aumento consistente. In termini di euro, questo significa che un laboratorio artigiano, o una industria, o un magazzino o uffici che abbiano una rendita catastale di 500 euro l'anno si vedono aumentare l'esborso dai 366 euro, pagati con la vecchia l'Ici, ai 745 con la nuova Imu. Per le aree edificabili l'Ici era al 7 ‰ con l'Imu è passata al 7,6 ‰ per arrivare attualmente al 8,6 ‰. Un aumento del 1,6‰. che va pagato su terreni anche senza aver costruito. «È ingiusto pagare un'aliquota su un'area che rende niente. Faccio un esempio: un'area di 1.000 mq, del valore di 100 €/mq paga annualmente, questa nuova aliquota 860 euro l'anno. Una mazzata» dice Claudio Arcangeli, tecnico del settore ed ex consigliere comunale. Scontato il giudizio delle opposizioni comunali. «Non si sono sforzati per trovare economie dentro il bilancio – dice Giuseppe Montagna – Perché si spendono 15.500 euro per acquistare la vecchia locomotiva Fap? Perché poi per questo acquisto annunciato manca anche l'atto amministrativo che impegna il Comune all'acquisto?» Infine, cosa ne pensano gli artigiani? «Dobbiamo riportare le chiavi dell'azienda» dice Andrea Gaggioli, presidente montano Cna e socio della Stern Progetti, azienda all'avanguardia nel settore delle applicazioni meccaniche, che prosegue molto preoccupato e risentito: «Ogni giorno gli artigiani vedono aumentare i costi di energia elettrica, gas, e altro. Ora l' Imu: balzelli di ogni genere. Noi che non possiamo aumentare il costo orario perché andiamo fuori mercato, che possiamo fare? Come si fa oggi a tenere in piedi un'azienda? Non basta più nemmeno fare salti mortali. Poi quando si vedono in giro sprechi di ogni genere nell'apparato pubblico ti deprime. C'è anche da chiedersi chi paga? Ovvie le risposte: certamente i cittadini, le aziende che pagano le tasse insomma chi lavora. Cosa fa poi lo stato a queste persone? Niente o quasi».
Sauro Romagnani
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