Sicurezza
Verso il “congelamento” del nuovo bacino di Gello
Mancano ancora il nuovo progetto e una parte dei soldi (quelli di Publiacqua) E allora spazio a una serie di interventi minori e più facilmente realizzabili
PISTOIA. Avrebbero dovuto iniziare quest’anno, i lavori per il nuovo bacino di Gello, e concludersi nel 2016. Invece siamo ancora al palo: per l’invaso da 900.000 metri cubi – una riserva d’acqua potabile preziosa per la città – mancano ancora il progetto e parte dei finanziamenti. L’ultima riunione a Firenze, ai primi di agosto, non ha potuto che prendere atto della situazione. Ma nel frattempo è spuntata anche una nuova ipotesi: “congelare” il progetto del bacino e lavorare a realizzazioni più piccole e facilmente fattibili. Un’ipotesi sulla quale si sarebbe registrata la convergenza sia dell’amministrazione comunale che dell’Autorità di bacino.
Il principale ostacolo sulla strada del nuovo bacino rimane la quota di finanziamento (almeno 8 milioni) che dovrebbe essere assicurato da Publiacqua, messa in gravi difficoltà dall’abolizione – via referendum – del 7% di utili garantiti sui ricavi. Sul piatto ci sono – già da tempo – sia i 6 milioni del Ministero dell’ambiente, sia i 3,5 milioni sborsati dalla stessa Autorità di bacino. Soldi, questi ultimi, che l’authority guidata da Gaia Checcucci vorrebbe viceversa spendere, anche perché le richieste di investimenti nell’area dell’Arno non mancano di certo. Ecco allora l’idea: mettere temporaneamente da parte la complessa operazione Gello e dare la precedenza ad una serie di interventi di messa in sicurezza di corsi d’acqua minori e di lavori per arginare la carenza idrica. Interventi semplici, facilmente progettabili e rapidamente realizzabili, anche se sarà difficile giungere in tempo ad alleviare la grande sete di questa primavera-estate.
Attenzione: questo non vuole assolutamente dire che il bacino di Gello non si fa più, anche perché una scelta di questo genere spalancherebbe le porte a una cancellazione definitiva dei finanziamenti ministeriali. Oltretutto la realizzazione del bacino è sempre stata sostenuta dal sindaco Bertinelli in campagna elettorale. L’idea è semplicemente quella di farne slittare in avanti la realizzazione, prendendo atto delle oggettive difficoltà sia sui finanziamenti sia sul progetto e nel frattempo cercare una soluzione che consenta di sfruttare la disponibilità dell’Autorità di bacino.
La realizzazione di un nuovo bacino alla Giudea, era tornata d’attualità (dopo un lungo periodo di oblìo) nel 2006, proprio in seguito ad un’estate ed un autunno di siccità. Raggiunto un accordo di massima per finanziare l’opera (con il Ministero avrebbero dovuto contribuire Regione e Publiacqua), nel febbraio 2011 era stata firmata la convenzione.
Fabio Calamati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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