Il Tirreno

Pistoia

Il preside Rai è già al lavoro al Pacini

di Bernardo Carradori
Il preside Rai è già al lavoro al Pacini

L’incarico parte da domani, ma il dirigente ha già preso possesso dell’istituto superiore più grande della città

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PISTOIA. In un’ode Alessandro Manzoni parlò di “rai fulminei’’, all’Istituto tecnico Filippo Pacini di Pistoia invece si parla “’del Rai fulmineo”: nominato da appena un giorno il neo-preside Carlo Rai ha già preso possesso della sua nuova scuola.

«Sono venuto qua anche ieri – spiega Rai – pur non essendo ancora ufficialmente il dirigente, per entrare nella complessità di questa struttura. Il mio incarico comincia il primo di settembre, ma ho fatto delle lunghe chiacchierate con l’attuale preside, Michele Ciraolo, che mi ha dato molti consigli».

Rai, che è stato per 18 anni il vicepreside dell’Agraria De Franceschi e ha insegnato chimica fino allo scorso semestre, dirigerà dunque il più grande istituto superiore di Pistoia. Il Pacini infatti conta 1450 studenti, così suddivisi: 332 ragazzi iscritti all’indirizzo linguistico, 561 all’Igea e 557 al biologico. Nonostante l’arduo compito di gestione che gli si presenta, Rai si dice impaziente di cominciare.

«Sono entusiasta – commenta – di assumere in custodia una tra le scuole più prestigiose di Pistoia, anche se sarà un’annata impegnativa. Sono qua da due giorni, ma ho già potuto appurare la validità del personale di questo istituito, e non parlo solo del corpo docenti. Ci sono ampie potenzialità. L’anno scorso ho fatto l’esame per diventare preside. Mi hanno convocato all’Ufficio Scolastico Regionale, insieme ad altri trenta idonei, il 28 di agosto. La commissione ha ascoltato le nostre preferenze e ha cercato di esaudirle tutte: sono stato io, durante il colloquio, a chiedere questa cattedra».

Sembra risolto il problema della succursale: sfumata la temuta ipotesi che finisse al primo piano dell’Istituto Antonio Pacinotti, una soluzione ipotizzata durante l’estate, ma che avrebbe scontentato entrambe le scuole. Più studenti in arrivo sì, ma nessun trasloco in casa d’altri.

«Il trend è positivo – spiega il preside – ci sono più iscritti dell’anno scorso. Le classi sono aumentate di numero, da 57 a 61. Per questo ci è stata concessa una succursale: 4 delle nostre sezioni verranno ospitate nella ex Casa del Combattente (dove finora erano di stanza una parte degli alunni del liceo pedagogico, ndr). I corsi saranno i soliti tre anche quest’anno. Tuttavia siamo in un periodo di transizione. Le prime, le seconde e le terze infatti sono organizzate con la nuova riforma. I due anni finali invece hanno ancora il vecchio ordinamento, con notevoli variazioni e differenze dell’orario interno e della distribuzione delle singole materie. Non so ancora quali sono i problemi della scuola. A partire da domattina parlerò con ogni professore, sia per conoscerli di persona, sia per sapere da loro ogni fatto che ritengano rilevante. Per cominciare ho preso visione di vari progetti di cui ci occuperemo a breve, tra cui i cosiddetti Ifts, sistemi per l’istruzione e la formazione tecnica superiore. Questi percorsi hanno l’obiettivo di creare figure professionali da inserire nel mondo del lavoro».

Intanto all’istituto Pacini si attendono gli esiti degli esami di riparazione. Sono circa 300 i ragazzi che tengono le dita incrociate in questi sgoccioli d’estate. Bocciature in aumento come le iscrizioni? Da quell’ode del Manzoni si potrebbe ricavare l’ormai abusata citazione: “Ai posteri l’ardua sentenza”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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