Attenzione
Cani e gatti uccisi dalla stricnina
I risultati delle analisi dell’Istituto zooprofilattico sul caso di marzo
QUARRATA. Furono dei bocconi avvelenati ad uccidere almeno una quindicina di gatti e due cani nei campi intorno a villa La Costaglia lo scorso marzo. Dall’Istituto zooprofilattico sperimentale sono arrivati i risultati delle prove eseguite sul corpo di uno dei felini ritrovato in zona. L’esito dell’esame ha rivelato tracce di stricnina nel contenuto gastrico, veleno insomma. La strage di animali è quindi presumibilmente riconducibile a questa sostanza. Fin dall’inizio l’ipotesi delle polpette mortali è stata una convinzione per Andrea Baldi Papini, che è voluto andare in fondo alla questione senza mai gettare la spugna. La sua famiglia è proprietaria della tenuta quarratina, dove l’8 marzo scorso il giovane era andato a passeggiare col suo Ugo, un cucciolone di labrador color cioccolato.
Tra quel verde lo splendido esemplare ha cominciato a respirare male, poi ha perso il controllo delle zampine e infine è morto tra le convulsioni in una clinica veterinaria di Prato. Pochi giorni dopo è toccata l'identica sorte a un altro cane della zona. Nello stesso periodo inoltre, si sono perse le tracce dei 15 felini che si radunavano d'abitudine intorno alla casa colonica disabitata vicino alla villa. Non è rimasto che qualche corpo sepolto tra l'erba. Ed è proprio su uno di questi che sono state effettuate le analisi dai tecnici del’Istituto zoo profilattico, grazie alla denuncia che Andrea Baldi Papini ha voluto sporgere dopo la morte di Ugo per dar voce a chi non ce l'ha.
Beatrice Faragli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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