Il dolore
Case popolari pronte ma ancora vuote
La denuncia di una famiglia sfrattata: «Intanto siamo costretti a dormire in macchina». Presentati due esposti
MONTALE. Sono pronti da mesi, eppure gli alloggi popolari del Belvedere restano ancora vuoti. Ma, in attesa dell’assegnazione, c'è anche chi è costretto a dormire in macchina.
«Non possiamo più resistere. Siamo al decimo posto della graduatoria comunale, le case sono finite da tempo, ma non ci fanno entrare» denunciano Ilham e Sabria Souidi, 32 e 22 anni, sfrattate per morosità dall’appartamento in cui vivevano con i genitori e il fratello il 24 maggio scorso. La famiglia Souidi ha presentato due esposti, uno alla Procura e uno ai Carabinieri, e ha incaricato l’avvocato Elena Baldi di inoltrare un ricorso civile d’urgenza per ottenere l’assegnazione dell’alloggio.
«Il primo esposto lo abbiamo fatto in primavera, quando l’amministrazione di Montale ha negato persino l’esistenza delle case popolari. Abbiamo segnalato la cosa in Procura – spiega Ilham – Il secondo è di agosto. Il 4 ci hanno buttato fuori dall’albergo in cui alloggiavamo (a Montale non esistono case popolari d’emergenza e il Comune ha sistemato la famiglia in hotel pagando due mensilità, ndr). Dopo quest’ultimo sfratto l’assessore ai servizi sociali e i responsabili comunali ci hanno detto che non ci avrebbero mai dato la casa, ed è per questo che siamo andate dai carabinieri, perché la struttura esiste e noi siamo in graduatoria. Viviamo della sola pensione di mio padre: 72 anni, invalido al cento per cento».
Dal Comune però respingono ogni accusa e precisano di avere le mani legate. «Stiamo aspettando la consegna delle strutture da parte della Spes – spiega il sindaco David Scatragli – Fino ad allora non possiamo fare niente».
«Marini (Stefano Marini, presidente Spes, ndr)– continua l’assessore al sociale Giada Lunghi – ci dice che gli alloggi sono pronti dallo scorso febbraio ma la situazione ancora non si è sbloccata».
I rinvii nell’inaugurazione delle case popolari - i 10 appartamenti di via Giotto (Belvedere) e i 2 di via Togliatti – vanno avanti dall’estate del 2011. Dodici mesi fa la Spes, società pistoiese di edilizia sociale a capitale interamente pubblico (con soci i Comuni della provincia di Pistoia) che gestisce le residenze, aveva annunciato la fine dei lavori. «A settembre gli appartamenti potranno ospitare le famiglie», diceva il presidente Stefano Marini il 18 agosto 2011 al “Tirreno”. L’inaugurazione è poi slittata al luglio 2012 – colpa, sostiene la Spes, di un intoppo con gli allacciamenti dell’acqua – e infine al settembre in arrivo.
Stavolta a causare il ritardo sarebbe stato un problema interno alla società stessa. «L’assenza dal lavoro per motivi familiari di un nostro responsabile – dichiara Stefano Marini – non ci ha permesso di consegnare la documentazione necessaria per ottenere l’abitabilità nelle scorse settimane, così come avevamo previsto. Gli appartamenti però sono finiti e lunedì porteremo in Comune le certificazioni mancanti».
«Per noi e per altre famigli questi “ritardi” dovuti a questioni burocratiche, ad assenza di personale, a ferie estive – ricorda Sabria Souidi – significano notti passate senza un tetto sulla testa. E il nostro non è neppure il caso peggiore. Ci sono famiglie con bambini piccoli costrette a dormire per strada.Il rischio è che a settembre il Comune proceda con un nuovo bando integrativo per assegnare gli alloggi: questo significherebbe l'ennesima lunga attesa per tutti».
«La famiglia Souidi ha fatto più di un esposto proprio per denunciare la macanza del decreto di assegnazione nonostante l’esistenza delle case – spiega il difensore Elena Baldi – Mi hanno dato l’incarico di fare un ricorso civile d’urgenza per cercare di sbloccare qualcosa, pur consapevoli delle tante difficoltà da affrontare. Stanno semplicemente chiedendo che venga riconosciuto loro un diritto».
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