Il Tirreno

Pistoia

Slot distanti da scuole e chiese commercianti in rivolta

di Benardo Carradori
Slot distanti da scuole e chiese commercianti in rivolta

«La proposta di decreto del governo ci danneggia»

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Gioco d’azzardo stammi lontano, e per la precisione ad almeno 500 metri di distanza. Fa discutere anche a Pistoia la proposta di riforma. Insorgono baristi, tabaccai e gestori di agenzie di scommesse, i cui incassi devono molto agli amanti del gioco. I proprietari di locali in prossimità delle principali scuole pistoiesi, su un punto sono tutti d’accordo: anche lo stato guadagna dal gioco d’azzardo, a nessuno conviene cambiare la situazione. Ma anche tra i baristi c’è chi appoggia la riforma, e sostiene: le slot machine attirano giri pericolosi.

Una delle principali agenzie di Pistoia è la Snai, a meno di duecento metri dalle scuole Einaudi. Enrico Del Rosso, uno dei titolari,spiega: «Con le sale lontane dalle scuole si difendono i minorenni, ma se le togliamo anche dai paraggi di chiese e ospedali chi stiamo cercando di proteggere? La riforma può avere un senso a patto che non sia retroattiva. Noi siamo qua dal 1955. Se mi dovessero far trasferire sarei costretto a chiudere».

Zona del Liceo Scientifico. Fabio Niccolini, proprietario del Bar Montichiari, sul lato della strada opposto alla scuola, commenta: «Non è vero che gli studenti vengono a giocare. Sarei contrario a togliere le macchinette, che qua sono utilizzate da persone che hanno quasi sempre più di 30 anni».

Zona dell’Istituto Tecnico. Il Bar Orient Express, a 150 metri dall’Iti, sarebbe un altro dei locali colpiti. «Io accendo le macchinette – dichiara il gestore Raffaele Catelli – dopo le otto, quando i ragazzi sono già a scuola. Sono sicuro che lo Stato non avrà il coraggio di toglierle: ci guadagna troppi soldi. Comunque non vengono mai studenti per le slot».

Zona del Liceo Classico: Tommaso Meucci, dipendente dell’agenzia di scommesse Intralot, in Piazza Mazzini, afferma: «Non serve trasferire le agenzie di scommesse. Basterebbe revocare la licenza a quelle che consentono ai minorenni anche solo di entrare nel locale. A me è capitato spesso di scacciare dei ragazzini». Anche il Bar In Angolo è in un punto strategico: appena venti metri da San Francesco e una cinquantina dal Liceo Classico. «Chi ha intenzione di giocare d’azzardo- commenta il proprietario, Stefano Bartolozzi – lo farà comunque. Io sono contrario alla riforma. Qua nel centro di Pistoia ci sono chiese e scuole ovunque. Come dovremmo fare? Toglierci i videopoker significherebbe dimezzarci le entrate».

Più fortunati gli studenti dell’istituto Pacini: i bar nelle vicinanze non hanno slot per scelta dei proprietari. Andrea Capobianco, gestore del bar S.Vitale, spiega: «Non teniamo il videopoker qua. Non mi piace il tipo di persone che sono attratte da questi apparecchi». Franco Piccinelli, dipendente del Circolo Garibaldi, aggiunge: «Anche se il bar fosse mio non vorrei mai le slot machines. Noi teniamo solo il Flipper e il biliardino». Come ha documentato in marzo Il Tirreno, il problema del gioco minorile è ben presente a Pistoia. Un esperimento condotto per l’iniziativa “’Gioca il Giusto’’ dimostrò che a due diciassettenni fu permesso di giocare in 5 locali sui 5 visitati.

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