Sicurezza
«Positivo l’impegno ma questa riforma è piena di carenze»
PISTOIA. Il parere dell’esperto: parla Giuseppe Iraci, presidente della Comunità Incontro, che si occupa, oltre che della dipendenza da alcol e droghe, anche di aiutare i ludopatici. È vero che i...
PISTOIA. Il parere dell’esperto: parla Giuseppe Iraci, presidente della Comunità Incontro, che si occupa, oltre che della dipendenza da alcol e droghe, anche di aiutare i ludopatici.
È vero che i giovani si avvicinano al gioco d’azzardo?
«Sì, purtroppo a sviluppare una dipendenza sono proprio le fasce più vulnerabili della società, come ragazzi e anziani. Anche noi, nella nostra comunità, abbiamo casi di persone giovani, spesso vittime di pubblicità ingannevoli».
Che voto dà alla riforma?
«Un sei meno meno. Direi che è appena sufficiente, ma per l’impegno. Il progetto ha tante lacune e carenze. Prima di tutto per il giocatore compulsivo è totalmente ininfluente la distanza dal luogo dove può scommettere denaro. Poi come si comporterà lo stato nei confronti dei commercianti che hanno già da tempo una autorizzazione o una licenza per tenere le slot machine nel locale? Un altro difetto: la riforma trascura il problema del gioco online, che sta riscuotendo sempre più successo. In Italia 5 milioni di persone perdono quotidianamente un sacco di soldi giocando su internet. Tra poco sarà possibile scommettere anche tramite lo smartphone. Inoltre al ministero non hanno pensato ad investire nella cura di questo fenomeno, che non è ancora riconosciuto come un problema».
Il progetto andrà in porto?
«No, perché tocca interessi troopo grandi. Il gioco e le scommesse fruttano moltissimo allo stato, e stiamo parlando di interessi enormi. La perdita per le casse del ministero sarebbe incalcolabile».
Cosa fa la sua associazione per liberare le persone schiave del gioco d’azzardo?
«In comunità attualmente curiamo 25 ludopatici. Facciamo terapie di gruppo, individuali e familiari. Ad occuparsene sono psichiatri e psicologi. È importante accompagnare i pazienti con terapie farmacologiche, soprattutto nel periodo iniziale del trattamento. Anche al termine del processo bisogna proteggerli dalla depressione: una volta reinseriti nella società vanno monitorati attentamente. Chiunque avesse un problema di dipendenza può rivolgersi a noi, allo 0573 504301».
(b.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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