Il Tirreno

Pistoia

LO SCONTRO SUL PARCHEGGIO DI S. BARTOLOMEO

Non ci sono parroci buoni e cattivi

Don Pineschi: «Ingenuo il comitato che prova a contrapporci»

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PISTOIA. È quanto meno ingenuo il tentativo del comitato contro il parcheggio interrato in San Bartolomeo di contrapporre l’azione di parroci “buoni” a quelle di parroci “cattivi”.

Lo scrive Umberto Pineschi, parroco di S. Spirito, chiamato in causa da un intervento del comtitato in contrapposizione al parroco di S. Bartolomeo.

«Il comitato ignora – dice Pineschi – un fatto fondamentale della vita ecclesiale: né il parroco della parrocchia dello Spirito Santo, né il parroco della parrocchia di san Bartolomeo possono prendere autonomamente decisioni di questo tipo senza che il vescovo, sentito prima il consiglio per gli affari economici della diocesi, abbia dato parere favorevole.

«Di queste ipotesi vengono accuratamente valutate dal vescovo e dal consiglio tutti i risvolti e tutte le eventuali conseguenze sia giuridiche che economiche, in una visione d'insieme, che trascende i confini delle singole parrocchie, delle finalità pastorali prioritaria nella strategia della diocesi.

«Quindi questo tentativo di contrapporre un parroco, cioè io che sarei il “buono”, ad un altro, il canonico Carlesi che sarebbe il “cattivo” e che dovrebbe prendere esempio da me, è dunque perlomeno ingenuo e, altrettanto ingenuamente, strumentale, dal momento che esiste in diocesi una regia generale, sotto la direzione del vescovo, che supera le competenze decisionali dei singoli parroci».

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