Il Tirreno

Pistoia

«Fauna a rischio, occorre limitare la caccia»

Appello alla Provincia da Legambiente e Wwf per tutelare gli animali già provati dal caldo record

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PISTOIA. Sospensione delle attività di addestramento dei cani da caccia, stop alle giornate di preapertura, divieto di caccia da appostamento nelle aree di abbeverata della fauna, posticipazione ad ottobre dell’apertura della stagione venatoria nell’area del Padule di Fucecchio e dei laghi...

La richiesta, inviata a presidente ed assessore all’Ambiente della Provincia di Pistoia, arriva da Wwf di Pistoia e Legambiente Valdinievole, allarmati per le conseguenze della perdurante siccità.

«Questa stagione estiva – spiegano le due associazioni, riprendendo un parere dell’Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale – è caratterizzata dal perdurare di temperature assai elevate, con una forte siccità che ha provocato un impoverimento graduale delle risorse idriche. Tale situazione rischia di avere, nel breve e nel medio periodo, effetti negativi sulla dinamica di popolazione di numerose specie animali, soggette a maggiore stress fisico, ad una riduzione delle risorse alimentari disponibili e ad una riduzione degli habitat adatti (si pensi ad esempio agli uccelli acquatici)».

Proprio il parere ministeriale indica alcuni provvedimenti urgenti che potrebbero essere adottati al fine di non aggravare ulteriormente tale stato di cose. Sulla base di questi le due associazioni chiedono alla Provincia di Pistoia e a gli altri enti competenti per materia l’adozione di misure urgenti per la tutela della fauna e la limitazioni all’attività venatoria. Oltre a quelle già citate, la riduzione del periodo di caccia o la limitazione del carniere consentito per la fauna stanziale, eventualmente sulla base dei dati raccolti a livello locale dall’Atc inerenti al successo riproduttivo delle diverse specie.

Legambiente e Wwf chiedono poi la tutela dei corsi d’acqua e delle risorse idriche.

«Sospensione di ogni autorizzazione di attingimento concessa – elencano – e massima allerta da parte degli organi di vigilanza affinché non si verifichino prelievi idrici dai corsi d’acqua su tutto il territorio provinciale, con particolare attenzione nel Padule di Fucecchio».

« Oltre a queste misure volte a fronteggiare l’attuale situazione di emergenza – spiegano le due associazioni – si richiama l’attenzione sulla possibilità che nei prossimi mesi invernali possa di nuovo verificarsi che vaste aree di canneto del Padule di Fucecchio siano date alle fiamme (come è avvenuto fra gennaio e marzo di quest’anno), con gravissime conseguenze per questo ecosistema e possibili rischi per l’incolumità delle persone. A tal proposito si chiede quali provvedimenti siano stati assunti per prevenire il possibile ripetersi di tale emergenza, ricordando come anche queste associazioni abbiano avanzato puntuali proposte al riguardo».

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