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Appalti, in carcere tre imprenditori

Appalti, in carcere tre imprenditori

Revocati gli arresti domiciliari a Giordano Rosi, Angelo Orsi e Michele Vescovi: violando gli obblighi previsti dalla misura cautelare a cui erano sottoposti, durante l’incidente probatorio in tribunale della scorsa settimana hanno parlato tra di loro delle gare oggetto dell’inchiesta

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Si sono spalancate nuovamente le porte del carcere per gli imprenditori Giordano Rosi e Angelo Orsi (nella foto), agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti pilotati. E insieme a loro è finito in cella anche Michele Vescovi, che invece era agli arresti domiciliari fin dal giorno del blitz della Digos che, l’11 giugno scorso, fece scattare le manette ai polsi di 23 persone tra imprenditori edili e funzionari pubblici. Come già successo lo scorso venerdì per l’ex dirigente dell’Ufficio lavori pubblici Marcello Evangelisti, questa mattina anche ai tre imprenditori sono state notificate altrettante misure di custodia cautelare in carcere in quanto, nel corso dell’incidente probatorio della scorsa settimana in tribunale, avrebbero violato gli obblighi previsti per coloro che sono ai domiciliari: avrebbero parlato fra di loro e con altri indagati – cosa a loro vietata – sia in aula che fuori, e, secondo quanto documentato dai poliziotti della Digos presenti, argomento dlele conversazioni proibite sarebbero stati anche gli appalti oggetto dell’inchiesta stessa.

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