Il Tirreno

Pistoia

Crisi e affitti troppo cari commercio al tramonto

di Luca Giuntini
Crisi e affitti troppo cari commercio al tramonto

Ma a Quarrata ci sono anche esercenti che invocano un cambio di mentalità «Dobbiamo essere disponibili e offrire più servizi, se vogliamo resistere»

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QUARRATA. Il viale del commercio è arrivato al tramonto.

Lungo viale Montalbano, il “biglietto da visita” della città, i cartelli vendesi e affitasi appesi fuori dai negozi dalle serrande chiuse e polverose, si sprecano.

Soltanto nel tratto che dall’incrocio dei macelli porta a piazza Risorgimento si contano dieci negozi chiusi.

Almeno un’altra decina i fondi commerciali invenduti nell’area ex Lenzi.

Colpa della crisi economica certo, con un aumento dei costi vivi e una diminuzione dei ricavi, ma anche di affitti diventati insostenibili.

Secondo l’agenzia del territorio, i cui dati sono aggiornati al dicembre 2011, i fondi commerciali nella zona centrale della città del mobile hanno un prezzo di affitto di 10-11 euro al metro quadro al mese, e un valore di mercato compreso tra 2 mila e 2.500 euro al metro quadro.

C’è chi però tra i commercianti, pur non negando le grandi difficoltà economiche del momento, preferisce puntare l’attenzione su altri argomenti.

«Scontiamo adesso gli errori del passato – commenta Daniele Guidotti, della libreria Fahrenheit 451 in piazza Risorgimento – uniti a un problema di mentalità generale tra noi commercianti, che non abbiamo mai saputo far fronte comune di fronte alle difficoltà della crisi».

Difficile trovare un commerciante che in questi lumi di luna non spari a zero contro l’amministrazione, lamentandosi perché non aiuta abbastanza imprese e imprenditori.

Guidotti invece preferisce usare spirito critico in chiave costruttiva.

«Le colpe della politica ci sono state e arrivano da lontano – afferma –perché Quarrata è andata in declino negli ultimi dieci anni senza che nessuno abbia saputo far nulla.

«In quanto a qualità e quantità eravamo al top in provincia – continua Guidotti –. Detto questo, oggi l’amministrazione ha soprattutto un compito: quello di creare occasioni ed eventi che portino gente in città, favorendo così le attività commerciali.

«Poi tocca a noi negozianti saper sfruttare queste possibilità, perché non sempre l’abbiamo fatto: negozi chiusi alla domenica, quando le mostre dei mobili sono aperte e vengono tante persone in città; oppure stando chiusi al mercoledì in concomitanza con gli eventi serali.

«Facendo così si preclude la possibilità anche a chi vorrebbe di fare compere. Serve un cambio di mentalità».

Un cambio sul piano delle politiche commerciali proverà a imprimerlo anche l’amministrazione.

«Più che di situazione critica locale parlerei di una generale perdita di fiducia in seguito al clima nazionale – afferma l’assessore allo sviluppo economico Stefano Lomi –. Stiamo lavorando, in dialogo con associazioni di categoria e commercianti, per ridare lavoro e capacità di spesa ai quarratini. Solo così potremo ricominciare a produrre e ad essere ottimisti».

Un piccolo aiuto intanto potrebbe venire da politiche, come quella adottata dal Comune di Pistoia, di aumentare la percentuale Imu da pagare per i fondi commerciali sfitti, nella speranza che i proprietari abbassino le richieste per i fitti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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