Sicurezza
«Era lì tutto coperto di sangue e fango»
Caccia all’uomo: all’esame dei carabinieri l’auto e i documenti abbandonati dagli aggressori in fuga
CASALGUIDI. «Abbiamo sentito suonare il campanello e siamo usciti. Era lì al nostro cancello, seduto sulla sua macchina elettrica, tutto coperto di sangue e di mota: era irriconoscibile».
La famiglia che ha soccorso Renzo Frosini abita ad alcune decine di metri dal luogo dell’aggressione. «Mentre mia moglie telefonava ai carabinieri e al 118 – racconta il padrone di casa – io sono corso scalzo e in accappatoio a chiamare la Daniela. Renzo è rimasto seduto sulla macchinetta elettrica, il 118 ci ha detto che non doveva muoversi. Poi sono arrivati i carabinieri. Sono stati encomiabili: capita la gravità di quello che era successo sono arrivati in tanti, e con le lampade e le pistole in pugno hanno setacciato tutta la zona, anche la nuova casa in costruzione dei Frosini».
I militari della Compagnia di Pistoia hanno anche sequestrato l’auto abbandonata dai banditi, il bastone utilizzato per massacrare di botte il vivaista e i vasetti di piantine che erano nel bagagliaio: le eventuali impronte e tracce biologiche potrebbero essere fondamentali per identificare il malvivente ancora latitante e per confermare il coinvolgimento del proprietario dell’auto che si è poi costituito ieri pomeriggio al comando provinciale di viale Italia. La caccia al suo complice, andata avanti per tutta la notte e la giornata di ieri, è comunque ancora in corso. (m.d.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
