Il Tirreno

Pistoia

Partita per i farmaci la rivoluzione nelle prescrizioni

di Luca Giuntini

I medici devono indicare soltanto il principio attivo e non più la marca. L’Ordine: «Limitata la nostra autonomia»

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PISTOIA. Un provvedimento che sta dando più grattacapi ai medici che non a farmacisti e pazienti.

Questo il quadro che emerge in città dopo l’entrata in vigore della nuova norma sui farmaci che obbliga il medico a indicare sulla ricetta rossa solo il principio attivo del medicinale, non più la marca, a meno che si tratti di un farmaco non sostituibile.

La disposizione (che diventerà obb ligo da metà settembre) contenuta nel pacchetto del governo Monti sulla spending review, entrata in vigore il 14 agosto scorso, punta a smontare eventuali connessioni tra medici e case farmaceutiche, impedendo al medico di suggerire al farmacista, attraverso la ricetta, quale marca di medicinale vendere al proprio paziente.

E promuovendo inoltre, in chiave più strettamente economica, l’utilizzo di farmaci meno costosi per il sistema sanitario.

Una iniziativa che, negli intenti del governo dovrebbe non solo consentire risparmi allo Stato, ma anche garantire di più il paziente che deve ricorrere a cure.

Farmacie. «E’ principalmente un cambio di mentalità – commenta il dottor Luca Scorcelletti della farmacia Nuova di via Sestini –. Perché a livello pratico per noi farmacisti, come per i pazienti, non ci sono novità.

«Facciamo soprattutto un lavoro di comunicazione col paziente, mettendolo al corrente della prescrizione e della necessità del pagamento di una differenza qualora manifesti la volontà di preferire il farmaco non generico.

«Anche se molto spesso il paziente stesso sa benissimo quale farmaco vuole e non ha bisogno di essere consigliato da chicchessia».

Giovani o adulti che siano i pistoiesi sembrano essere molto informati sulle novità, grazie in particolar modo alla comunicazione già svolta dal medico di famiglia al momento di prescrivere la ricetta:

«Sono i pazienti stessi i primi a sapere differenza tra generico e “marca” – spiega la dottoressa Maria Paola Toni della farmacia comunale 3 – Chiedendoci l’uno piuttosto dell’altro.

«La maggior parte sceglie il generico, anche perché costa meno.

«A preferire ancora il farmaco di marca sono invece soprattutto gli anziani, più restii ad abbandonare le vecchie abitudini e il medicinale che hanno sempre utilizzato».

Ordine dei Medici. «Questo nuovo dispositivo legislativo sembra creato quasi per limitare l’autonomia dei medici – commenta il presidente dell’Ordine pistoiese Egisto Bagnoni –. Non posso che sottoscrivere la lettera che come fondazione nazionale degli ordini dei medici abbiamo inviato al ministro della salute.

«La facoltà “ancora” riconosciuta al medico di scegliere il farmaco motivandone le ragioni per iscritto – conclude Bagnoni – configura una procedura tecnicamente inutile e professionalmente lesiva dell’autonomia e della responsabilità prescrittiva che non può che rimanere in capo al medico, come confermato anche dalla giurisprudenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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