Sotto accusa 23 persone tra funzionari e imprenditori
PISTOIA. Associazione a delinquere, corruzione, concussione, e turbativa d’asta. Sono i reati dei quali vengono accusate le 23 persone - imprenditori, funzionari pubblici, un politico molto noto...
PISTOIA. Associazione a delinquere, corruzione, concussione, e turbativa d’asta. Sono i reati dei quali vengono accusate le 23 persone - imprenditori, funzionari pubblici, un politico molto noto - coinvolte nell’inchiesta Untouchables della procura sugli appalti pubblici truccati.
Un’inchiesta coordinata dal pm Francesco Sottosanti e sulla quale la Digos pistoiese, diretta dal vice questore Luigi Larotonda, sta indagando dall’ottobre del 2010.
A fine luglio, dopo essere finito in carcere (fino a quel momento era sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari) per minacce a dipendenti comunali della Protezione civile, Cristian Diddi aveva deciso, insieme al padre, di “vuotare il sacco”. Dichiarazioni ritenute estremamente importanti dalla procura, che ha deciso di renderle già valide per il processo attraverso l’ incidente probatorio.
Ieri Diddi si è avvalso della facoltà di non rispondere per i profili che riguardavano responsabilità penali dell’impresa di famiglia (quindi suoi e del padre). Ma ha parlato, e sembra molto, di alcune gare d’appalto, e del sistema delle concussioni.
«A mio avviso - commenta Andrea Mitresi, legale dei fratelli Ponticelli - la testimonianza di Cristian Diddi è stata piuttosto generica, non tale da inchiodare definitivamente qualcuno. Ha parlato soprattutto di supposizioni, teorie»
«Non credo che abbia arricchito il quadro che avevamo già presente - aggiunge Andrea Ferrini, difensore di Stefano Meoni - È stato molto preciso, meticoloso, ma non vedo circostanze tali da far pensare ad elementi aggravanti delle posizioni sin qui emerse».
Convinzioni reali o strategie difensive? Il quadro diventerà più chiaro stasera, dopo la deposizione di Diddi padre. (t.g.)
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