La manifestazione
Cristian Diddi per 7 ore di fronte a pm e difensori
L’imprenditore si è avvalso della facoltà di non rispondere per le vicende che riguardano anche le sue aziende. L’udienza è stata aggiornata ad oggi
PISTOIA. Sette ore, tanto è durata l’udienza dell’incidente probatorio che ha visto ieri deporre, a porte chiuse, nell’aula penale collegiale del tribunale l’imprenditore edile Cristian Giovanni Diddi. Figlio di Carlo Alberto, fondatore dell’impresa edile e stradale che porta il suo nome, Cristian Diddi si è avvalso della facoltà di non rispondere per le domande attinenti le responsabilità dell’impresa Diddi, ma ha ripercorso, incalzato dal pm Francesco Sottosanti, alcune delle principali gare d’appalto che secondo la procura sarebbero state truccate e pilotate da quello che il procuratore facente funzione Giuseppe Grieco ha definito “il club dei pubblici appalti”: tra queste, l’ampliamento dell’asilo nido “Il melograno” di Pistoia, la realizzazione delle piste ciclabili di Quarrata e dell’interscambio ferroviario a Pescia.
Secondo alcuni avvocati difensori, si è trattato di dichiarazioni generiche e che non porterebbero elementi di prova aggravanti nei confronti degli indagati: «Niente di più di quanto emerso dall’ordinanza di custodia cautelare», afferma Andrea Ferrini, legale del funzionario comunale Stefano Meoni.
Non ha pensato questo la procura quando, dopo le 17 ore di interrogatorio dei Diddi, il 26 e 27 luglio, il pm Sottosanti ha ritenuto di dover chiedere l’incidente probatorio. Carlo Alberto Diddi, 80 anni, decano degli imprenditori edili pistoiesi, e il figlio Cristian, entrambi agli arresti domiciliari, sono stati chiamati a ripetere davanti al gip Roberto Tredici quanto dichiarato nell’interrogatorio fiume di fine luglio. Le loro dichiarazioni in fase di indagini preliminari, diventano, grazie all’istituto dell’incidente probatorio, prove utilizzabili nel futuro processo.
L’udienza è iniziata alle 11. A differenza di quanto ipotizzato in un primo momento non c’è stata, da parte dei difensori la richiesta di un rinvio. Sulla base di quanto previsto dall’articolo 141 bis del Codice di procedura penale, infatti, era stato pensato di presentare un’eccezione formale per la mancata consegna delle trascrizioni complete degli interrogatori (lunedì è stato fornito alle difese un riassunto degli interrogatori).
Cristian Diddi è dunque salito sul banco dei testimoni, davanti ad alcuni dei principali indagati dell’inchiesta Untouchables: Marcello Evangelisti, responsabile (ora in pensione) dell’ufficio lavori pubblici del Comune, Roberto Riccomi, politico socialista di Montecatini, ritenuto l’anello di congiunzione tra la parte pubblica e l’imprenditoria, gli imprenditori Riccardo Vespignani, Giordano Rosi, Angiolo Orsi Spadoni, Francesco Flori, il comandante della Polizia municipale Giuseppe Napolitano, indagato per l’installazione dell’autovelox sulla tangenziale all’altezza di Pistoia sud (aggiudicata alla ditta Diddi, motivo per cui della gara in questione non si è parlato).
In carcere, al momento, si trovano ancora, oltre a Riccomi, l’ingegner Paolo Mazzoni, dirigente in pensione della Provincia, e l’imprenditore Roberto Vescovi.
Presenti anche gran parte degli avvocati difensori dei principali indagati: Giuseppe Castelli, legale di Marcello Evangelisti, Andrea Mitresi (Alessandro e Riccardo Ponticelli), Andrea Ferrini (Stefano Meoni), lo studio Rosario Bevaqua (Roberto e Michele Vescovi), Alberto Russo (Riccardo Vespignani).
Castelli rimanda i commenti ad oggi, dopo che anche Carlo Alberto Diddi avrà esaurito il suo incidente probatorio. Concise ma non prive di spunti di riflessione le sue dichiarazioni sulla prima giornata di udienza: «Direi che è andata abbastanza bene. Credo sia giusto però parlarne meglio domani pomeriggio (oggi, ndr)».
Anche lui insomma sembra convinto che quanto rivelato da Cristian Diddi non possa aggravare la posizione di Evangelisti.
I Diddi sono difesi dagli avvocati Cecilia Turco e Andrea Niccolai.
Cristian Diddi ha ripetuto, affermano i suoi difensori, quanto già detto durante l’interrogatorio. È stato anche confermato il versamento di soldi per il Festival Blues 2011.
Stamani alle 11 seconda, e ultima, giornata di udienza con Carlo Alberto Diddi.
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