Sicurezza
Immobili fantasma da denunciare
Scadenza 31 agosto, a Pistoia sono 1500. Gli architetti: «Ma molti non lo sanno»
PISTOIA. Famiglie, imprese, associazioni, parrocchie, enti pubblici. Ci sono un po' tutti nella "lista nera" dei proprietari di immobili che non risultano al catasto. Nel solo comune di Pistoia si contano 1.504 immobili "fantasma". Gli elenchi erano stati pubblicati dall'Agenzia del Territorio ed entro il 31 agosto scade improrogabilmente la possibilità di denunciarli. L’appello-allarme viene dall’ordine degli architetti di Pistoia.
«Nella maggior parte dei casi non si tratta certo di ville abusive con piscina, ma bensì di interventi di modestissima entità – scrivono gli architetti – come piccoli manufatti precari, spesso in legno, costruiti ad uso rimesse agricole o simili dei quali i proprietari non immaginano certo di dover fare nessuna denuncia. E tuttavia le norme vigenti, in caso di identificazione, ne prevedono l'accatastamento, mentre l'Agenzia del Territorio attribuisce una "rendita presunta", e le conseguenti sanzioni con oneri a carico degli intestatari in caso di omissione».
Il fatto sorprendente, fanno notare gli architetti, è che i proprietari coinvolti «sono per lo più onesti cittadini del tutto ignari di tale situazione, essendo venute meno le tradizionali modalità di informazione, salvo la pubblicazione all'Albo Pretorio degli elenchi nominativi che era consultabile on-line sul sito delle amministrazioni comunali». Pur non obbligate, alcune amministrazioni hanno provveduto ad informare con lettera i propri cittadini della situazione nella quale si trovano coinvolti invitandoli a presentare ricorso o a regolarizzare la loro posizione, considerato che, altrimenti, l'Agenzia del Territorio subentra direttamente con oneri che saranno poi tassati ulteriormente e riattribuiti al soggetto inadempiente. Ovvero, più si aspetta a regolare la propria posizione più si pagherà. L'importo delle sanzioni varia da 1.000 a 8.000 euro, senza considerare il pagamento dell'Imu e degli arretrati Ici e Irpef, e la trasmissione degli atti per i controlli di conformità urbanistico-edilizia al Comune interessato, che deve verificare che il manufatto identificato non sia stato costruito abusivamente: l'inizio di una odissea amministrativa con costi per molti non sopportabili. Gli architetti invitano i cittadini a rivolgersi ad un tecnico di fiducia, oppure a recarsi presso le segreterie comunali per informarsi sulla propria posizione nel caso abbiano costruito un qualsiasi manufatto, anche cadente e del tutto precario e che non risulti iscritto in catasto.
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