Sicurezza
Furti in casa cresciuti del 50 per cento
Il sindacato di polizia: «Colpa dei tagli alle risorse». Il capo della Mobile: «Incremento dei reati scoperti e denunciati»
PISTOIA. Possibile che la nostra città sia diventata più insicura di Napoli, Palermo e Reggio Calabria? Il consuntivo dei reati commessi nel 2011 pubblicato dal Ministero dell’Interno ed elaborato su base provinciale dal Sole 24 Ore, pone Pistoia al 26º posto tra le 103 provincie italiane, con 4.589 reati denunciati ogni 100 mila abitanti.
A prima vista una classifica impietosa per la città, con un’incidenza di reati denunciati in rapporto alla popolazione superiore a quella di città come Napoli, Palermo, Bari, Reggio Calabria, Vicenza, Verona.
Il totale dei reati ha superato in tutta la Penisola quota 2 milioni e 760mila, Pistoia fa registrare un aumento del 5,5 per cento rispetto al 2010, dato in linea con la media nazionale.
Un incremento spiegabile in parte con la crisi economica, tanto è vero che sono proprio i reati predatori a manifestare gli incrementi maggiori: in città i furti nelle abitazioni sono aumentati del 52,3 per cento rispetto al 2010 e, con 435 furti ogni 100mila abitanti, Pistoia si attesta al 25º posto tra le province italiane più colpite dai topi da appartamento (peggio di Firenze, Bologna, Padova, Lecce.
A essere più colpite a livello nazionale sono le aree metropolitane e le città caratterizzate da una struttura economica più florida, come alcune provincie toscane (Lucca, Pisa, Prato e Livorno, oltre a Pistoia) ed emiliane come Bologna, Ravenna e Modena.
Un campanello d’allarme per Pistoia? Sui numeri del ministero dell’Interno sindacato e Polizia e si dividono, offrendo ognuno un’interpretazione diversa.
Il Sap. Secondo il segretario provinciale del sindacato di polizia Sap, Andrea Carobbi Corso, i dati del Viminale mostrano come «i tagli del governo ai fondi per la sicurezza e la spending review abbiano aggravato un equilibrio già precario».
Il segretario pistoiese del sindacato mette l’accento infatti su quel +5,5 per cento di reati registratisi a Pistoia rispetto al 2010: «Nonostante l’impegno quotidiano delle forze dell’ordine, in città l’incremento dei reati che si è registrato nel 2011 rispetto al 2010 è solo del 5,5 per cento – afferma Carobbi Corso – Purtroppo alla luce dei tagli e della manovra della spending review promossa dal Governo prevedo un ulteriore aumento dei reati. Non è una questione di pessimismo, basta essere realisti: i tagli ci impediscono di avere un numero congruo di poliziotti per numero di abitanti, perché in seguito ai pensionamenti non possiamo procedere al reintegro con nuove forze. Per non parlare dei tagli ai veicoli e a strumenti informatici ormai obsoleti che non possiamo rinnovare».
Il vicequestore. Il vicequestore aggiunto Antonio Fusco, capo della Mobile, dà una lettura diversa delle cifre pubblicate dal ministero dell’Interno: «Queste statistiche nascondono insidie – afferma – Si parla infatti di reati denunciati, fattore che spesso non è indicatore di un aumento del problema sicurezza, ma che all’opposto indica un incremento della pressione investigativa che riesce a far emergere reati prima di allora non denunciati».
« A Pistoia – prosegue – siamo stati in grado di percepire il fenomeno dei furti nelle abitazioni, predisponendo interventi investigativi opportuni che hanno dato ottimi risultati e hanno contribuito ad arginare il problema».
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