Il Tirreno

Pistoia

Da 10 giorni senz’acqua 120 famiglie Protestano i residenti della zona di Bonelle

di Michele Galardini
Da 10 giorni senz’acqua 120 famiglie Protestano i residenti della zona di Bonelle

«Dal terzo piano in su nei condomini è un problema lavarsi e cucinare»

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Da dieci giorni metà delle 240 famiglie residenti a Bonelle, nei condomini di via Arezzo e via Grosseto, vive senza acqua per lunghi tratti della giornata.Il problema? Secondo i residenti Publiacqua, senza preavvisi o controlli preventivi, ha abbassato la pressione della pompa che rifornisce tutto il villaggio adducendo come motivazione l’eccessivo consumo di acqua da parte dei residenti della zona. Sta di fatto che le famiglie dal terzo piano in su da dieci giorni hanno acqua col contagocce.

Giovanni D’Apuzzo, residente al quarto piano e portavoce del nutrito e infuriato gruppo di persone che ieri si è radunato sotto il condominio per illustrare la loro situazione di disagio, lunedì è sceso al primo piano da un altro condomino per chiedere un po’ d’acqua per cuocere la pasta, ed è da domenica sera che non può lavarsi o utilizzare i servizi igienici della sua casa.

«In due giorni ho chiamato quattro volte Publiacqua e solo all’ultima telefonata l’operatore mi ha detto il motivo della mancanza d’acqua. Prima di lui un’altra operatrice si è addirittura rifiutata di darmi il suo nome. Ad una signora del terzo piano hanno detto testualmente “consumate troppa acqua a Bonelle”. Ho avvertito anche il sindaco tramite Pistoia Informa e domani andrò alla Procura della Repubblica per denunciare Publiacqua».

La vicenda per i residenti non è riconducibile esclusivamente alla carenza di risorse idriche pubbliche: in primo luogo perché l’intervento di Publiacqua è giunto in un momento in cui parte delle famiglie residenti sono in vacanza, quindi non gravano sul consumo totale; in secondo luogo perché passeggiando per il villaggio si percepisce nettamente che, mentre la parte privata viene ben curata a spese degli stessi residenti, per quella pubblica, come i prati che circondano gli edifici, negli ultimi anni gli interventi di preservazione sono stati alquanto scarsi.

L’erba si è ormai trasformata in un tappeto giallo spelacchiato, le piante sono state potate in modo approssimativo e una piazzetta pericolante è stata recintata tre mesi fa su richiesta dei residenti,ed è ancora lì in attesa della messa in sicurezza.

Per chi abita da molti anni nella zona la situazione non è nuova. Di frequente, durante i mesi più caldi della stagione estiva, si era assistito ad una diminuzione del servizio di erogazione e in alcuni momenti, andando ancora più indietro con la memoria, anche all’intervento dell’autobotte. La stessa pompa che spinge l’acqua fino ai piani più alti è stata inserita successivamente rispetto alla prima, risultata poi insufficiente a garantire la pressione a tutto il condominio.

«La situazione - afferma Roberto Barbini, residente al primo piano – era peggiore quando a gestire l’erogazione era il Comune. Con Publiacqua la carenza era stata contenuta, questo è il primo anno che l’acqua manca tutto il giorno. Noi non abbiamo orti e non teniamo i rubinetti aperti per divertirci, consumiamo il minimo necessario e siamo capaci di razionare le scorte se ci avvertono di una situazione di gravità. Se il problema fosse la mancanza di risorse idriche, prima di lasciarci a secco, con quaranta gradi di temperatura,avrebbero potuto diminuire l’irrigazione delle rotonde, dei campi di calcio o intervenire sulle perdite, come quella che in questi giorni c’è a Chiazzano, anche se si trovano su suolo privato. Toglierci l’acqua in questo modo è stata una prevaricazione».

Publiacqua però nega di aver ridotto la pressione, anche se ammette che disponendo di una sola autoclave i problemi sono acuiti dalla siccità di questi giorni.

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