Il dolore
Nessun passo avanti per il Bacino di Gello
Senza esito concreto il summit tra i soggetti intereressati alla realizzazione dell’opera idrica
PISTOIA. Niente di fatto nella recente riunione tra tutti i soggetti interessati alla realizzazione dell’invaso di Gello, che dai 70mila metri cubi di oggi potrebbe arrivare a contenerne 900mila, facendo da argine per cittadini e aziende (anche vivaistiche) non soltanto in caso di siccità, ma anche in caso di abnormi precipitazioni, visto che il bacino potrebbe contenere a monte le acque che spesso inondando invece la Piana.
La riunione è servita alla nuova giunta comunale per confermare quanto l’opera venga considerata strategica da parte dell’amministrazione, ma passi in avanti non se ne sono fatti. Non solo c’è il problema dell’adeguamento del progetto alle prescrizioni dell’Autorità di Bacino: pesa l’attendismo di Publiacqua che, alla luce dell’esito del referendum sull’acqua pubblica, sta rivedendo il piano di investimenti in relazione ai ricavi che potrebbero non esserci più. Questo pare il vero scoglio da superare. Con le ristrettezze in cui versano gli enti locali (in questo caso Regione e Comune) sarebbe un guaio se venisse a mancare il previsto contributo da parte dell’azienda che gestisce la rete idrica.
L'ultimo stop per la realizzazione dell'invaso da 900.000 metri cubi di Gello di cui si parla da almeno sei anni risale al marzo scorso, quando l'Autorità di bacino, per la precisione il suo comitato tecnico, espresse parere negativo sulla variante al progetto definitivo. Era successo che per una serie di problemi relativi in realtà alle casse di espansione da realizzare ai Laghi Primavera (i due progetti sono interconnessi fin dall'inizio), il piano originario era stato modificato, ma la relazione idraulica relativa non era stata adeguata. L'assessore Mario Tuci dichiarò subito che non si trattava di una bocciatura definitiva e che tutto si poteva risolvere con una relazione integrativa. Ma da allora il quadro si è complicato.
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