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AnsaldoBreda: «Il governo decida su di noi»

AnsaldoBreda: «Il governo decida su di noi»

Domenica la presentazione dell’Etr 1000, ieri il rientro al lavoro in via Ciliegiole. Ma il futuro è incerto

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PISTOIA. Ieri "la fabbrica" della città ha riaperto i cancelli e ripreso la produzione dopo la pausa estiva. Lo scorso agosto, ricordano il segretario dell’Unione comunale del Pd Paolo Bruni, e il segretario del Circolo Pd AnsaldoBreda Enrico Baldi, il rientro fu assai più movimentato. Al presidio permanente davanti la fabbrica per l’annunciata vendita durante il periodo di chiusura, erano subentrati il sindacato e le istituzioni, con una serie di iniziative tese a scongiurare la svendita di un patrimonio industriale prezioso.

«Il rientro al lavoro di ieri - scrivono Bruni e Baldi -, casualmente, coincide con notizie di tutt'altro tenore: al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, alla presenza del gotha industriale e politico, è stato presentato l'Etr 1000; il treno super veloce, gioiello Made in Italy, progettato da Bombardier e AnsaldoBreda e prodotto a Pistoia. Una buona notizia. Almeno in apparenza, poichè ci sembra che il quadro continui ad essere incerto e le risposte tardino ad arrivare. Sia dal governo che da Finmeccanica».

«Il messaggio lanciato a Rimini dal premier Monti - proseguono -deve ora essere riempito di contenuti, di fatti, di scelte. Finmeccanica crede in noi? L'amministratore Orsi nonostante la sua presenza a Rimini, nei mesi scorsi ha detto parole pesantissime e negative nei nostri confronti. Il governo vuole giocare un ruolo nella guida della politica industriale del Paese? Se sì, deve agire. Con Finmeccanica se ci sono le possibilità perché la holding consideri strategico il nostro settore e altrimenti favorendo accordi con player mondiali che attraverso un serio piano industriale per lo sviluppo garantiscano comunque il mantenimento delle leve strategiche in mano italiana. Il tempo sta' scadendo. Le ricadute su occupazione, indotto e decentrato si stanno già facendo sentire. La commessa Alta Velocità ha un valore aggiunto pari allo zero sulla nostra economia locale; l'azienda nel frattempo sembra attardarsi su questioni organizzative non sufficienti a dare i segnali di rilancio e di speranza di cui avvertiamo necessità impellente».

Con settembre, concludono, auspichiamo una ripresa collettiva dell'impegno a sostegno della nostra fabbrica; politica, istituzioni, sindacati, azienda, associazioni economiche ed imprenditoriali».

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