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La Comunità lascia un tesoretto di 3,5 milioni

La Comunità lascia un tesoretto di 3,5 milioni

MARCELLO. Proseguono in Comunità Montana i lavori del commissario Federica Fratoni, incaricata di traghettare l’ente verso la chiusura contabile e materiale. Difficile prevedere i tempi esatti del...

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MARCELLO. Proseguono in Comunità Montana i lavori del commissario Federica Fratoni, incaricata di traghettare l’ente verso la chiusura contabile e materiale. Difficile prevedere i tempi esatti del commissariamento: potrebbero bastare 6 mesi come andare oltre l’anno a causa dell’attuale situazione ingarbugliata. Alla prosecuzione delle indagini della Procura e gli accertamenti di responsabilità compiuti dall’ufficio provvedimenti disciplinari, si sovrappone l’acceso dibattito sul futuro assetto istituzionale della montagna. La mancata trasformazione della Comunità montana in Unione dei comuni, infatti, ha aperto una diatriba ancora in corso. Cosa accadrà alla fine del commissariamento?

«La procedura è quella di legge – spiega l’ex presidente Carluccio Ceccarelli – terminata questa fase, l’ente verrà liquidato e non esisterà più». Tutti i rapporti attivi e passivi passeranno in capo ad altri soggetti. Un quadro difficile da immaginare, visto il numero di funzioni, beni e persone collegate all’ente. Il primo grande punto interrogativo si posa su chi sarà o sanno i successori dell’estinta Comunità montana. La legge regionale prevedeva, per le Comunità montane che non avessero attuato la trasformazione in Unione dei Comuni, il passaggio automatico di deleghe e funzioni alla rispettiva provincia. Previsioni adesso superate dalle disposizioni di spending review che, per Pistoia, prevedono l’inglobazione da parte di Prato o la fusione nell’area vasta fiorentina». Anche in caso di riappropriazione delle deleghe da parte della Regione, i centri decisionali si sposteranno a Firenze. I dipendenti, in totale 60 di cui 45 operai esterni e 15 impiegati nei vari uffici, verranno trasferiti in carico all’ente o agli enti successori della Comunità.

«Tutti i posti di lavoro sono garantiti – prosegue Ceccarelli – i dipendenti lavoreranno sul territorio, magari in uffici distaccati sulla montagna». Due dipendenti interni, intanto, si sono già avvalsi del bando per la mobilità ed ottenuto il trasferimento al Comune di Pistoia e di Montecatini. Infine, uno sguardo al (cospicuo) patrimonio della Comunità. Secondo una stima a supporto dell’indagine interna del dottor Eller, i soli beni di proprietà (cioè acquistati dall’ente) superano i 3,5 milioni di euro. Vi rientrano villa Vittoria a San Marcello, villa Fivizzani di Abetone ed il rifugio dell’Acquerino. Tesoretto che la Comunità montana consegnerà all’ente che la sposerà. Più incerto il futuro delle altre categorie, come i beni in cui la Comunità montana è subentrata al Consorzio di bonifica dell’Appennino pistoiese. Fra questi, i 28 box di piazzale Europa ad Abetone e gli edifici di partenza-arrivo delle funivie per Doganaccia e Croce Arcana, patrimonio che la Regione potrebbe affidare in gestione ai comuni. I beni in gestione legata alla Comunità Montana passeranno all’ente subentrante. Infine vi sono i beni di altri – come il Villone e la Macchia Antonini -su cui l’Ente esercita alcune attività che dovranno essere chiuse prima della liquidazione. Un quadro nebuloso solo unaa decisione certa sul futuro asseto istituzionale della montagna potrà definire . «Non c’è intenzione di costituire una Unione dei Comuni nemmeno tramite funzioni associate – prosegue Ceccarelli – avanza però con forza l’ipotesi di una fusione supportata dal nuovo comitato. In caso di un comune unico, le deleghe potrebbero tornare in montagna ».

Elisa Valentini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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