Il Tirreno

Pistoia

L’assordante silenzio della politica sulle scelte che devono rilanciare la città

di Marco Innocenti
L’assordante silenzio della politica sulle scelte che devono rilanciare la città

Tutto è demandato alla giunta comunale, sperando nel miracolo

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Il recupero del complesso della Cattedrale, che tanta parte della storia – non solo industriale –– della città rappresenta, aveva soltanto lo scopo di creare lavoro per qualche impresa e le sue maestranze o i 3,5 milioni di euro, arrivati grazie al progetto Piuss, davvero avranno dotato Pistoia del cuore pulsante delle sue iniziative socio-culturali? È la domanda che si pongono associazioni di giovani e non, soggetti vari, categorie e semplici cittadini che dal meritorio recupero dell’immobile nell’area ex Breda davvero si attendono parta una delle iniziative di rilancio della città. Opere del genere, dispendiose, sono necessarie per riqualificare il tessuto urbano così come la vita e le attività di Pistoia, ma non si può pensare che, una volta finita la ristrutturazione, il più sia stato fatto. Neppure il migliore degli interventi può di per sè assicurare il buon funzionamento di un complesso del genere, se non si hanno chiari il progetto per il suo utilizzo, le finalità e le modalità di gestione.

Perché non sia una “Cattedrale nel deserto” c’è quindi bisogno che, al di là delle critiche, sorga in queste settimane un attento e ampio dibattito, finora clamorosamente mancato. A sostenere l’opera di revisione avviata dalla giunta comunale non ci sono, almeno per il momento, indicazioni concrete (e non fumose dichiarazioni di intenti) da parte di chi pure avrebbe molto da guadagnare se la Cattedrale diventasse davvero, quanto prima, una fucina di iniziative e di idee.

Proverà ancora una volta “Il Tirreno”, nei prossimi giorni, a capire se le associazioni, i gruppi di giovani, le categorie economiche e tutti i soggetti interessati hanno davvero qualche proposta interessante da mettere sul piatto, ma intanto stupisce il silenzio totale dei consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione. Certo, siamo in agosto, la gente è in ferie. Ma a giudicare dalle interpellanze, dalle mozioni e dalle proposte su uno dei temi fondamentali per il rilancio, l’interesse e l’impegno sono prossimi allo zero, con poche, lodevoli eccezioni. È vero che il sonno dell’opposizione genera mostri, ma un grande stimolo all’attività della giunta non sembra arrivi nemmeno dagli scranni della maggioranza. E tanto meno dalle forze politiche che la sostengono. Per quale motivo ci si presenta agli elettori per chiedere il voto che manda a Palazzo di Giano: solo per alzare la mano quando c’è da votare e prendersi i gettoni di presenza a fine mese? Non ci sarebbe da aspettarsi, da un consigliere eletto, uno straccio di impegno sulle questioni fondamentali della città? E i partiti: si riuniscono solo per spartirsi incarichi interni e qualche poltrona, o per stilare comunicati in politichese su questioni che raramente riguardano i veri problemi della gente? Non sarebbero tenuti, per la ragione stessa della loro esistenza, ad elaborare progetti di governo e a metterli a disposizione dell’esecutivo e della città, sostenendo e incalzando al tempo stesso gli amministratori?

Il silenzio assoluto su tanti aspetti decisivi, quasi la norma, sgomenta. In un quadro del genere il rischio è che anche la questione del funzionamento della Cattedrale finisca nell’oblio, come del resto è accaduto per il recupero e l’apertura della Fortezza Santa Barbara e del complesso di San Lorenzo. Quando, ad inizio anno, “Il Tirreno” ha documentato, con una inchiesta andata avanti per settimane, la situazione di questi preziosi beni, c’è stato chi, magari tirato per i capelli, ha espresso generici impegni. Ma tutto è finito nel dimenticatoio: non un passo avanti ha fatto la proposta di un summit con gli enti interessati a sbloccare le questioni sui vincoli e la proprietà degli immobili. Figuriamoci se ci si poteva immaginare di trovarsi di fronte a un vero e progetto organico di utilizzo.

A parole tutti d’accordo sulla necessità di darsi una mossa, nei fatti tutti fermi. Così del resto continua ad accadere per la proposta della cabina di regia per il turismo: tutti dicono che è necessaria, tutti la vogliono, ma nessuno si prende la briga di convocare uno straccio di riunione. Sembra quasi che tutti si siano messi nelle mani della giunta Bertinelli, sperando che da sola possa fare miracoli. Non si pretenderà un po’ troppo?

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