La manifestazione
Fortezza e San Lorenzo tornati nell’oblio
Dimenticati l’impegno e le proposte per utilizzare i due splendidi complessi
PISTOIA. Partita a metà gennaio, è andata avanti per mesi l’inchiesta del Tirreno sulle condizioni di altre due strutture che sarebbero fondamentali per il rilancio culturale, turistico ed economico della città: la Fortezza Santa Barbara e il complesso del San Lorenzo.
Non c’era stata associazione, categoria, amministratore o politico che non avesse concordato sulla necessità di un recupero dei due beni pubblici che potrebbero fare la fortuna di tante città più attive e dinamiche, ma meno dotate di complessi architettonici di questa importanza e bellezza.
Era emerso anche con chiarezza il fastidio, se non il risentimento, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia per il mancato utilizzo di beni per il cui restauro si era comunque prodigata in maniera consistente.
Tra le proposte di utilizzo, una era parsa più suggestiva e mirata delle altre: la trasformazione della Fortezza in centro espositivo in particolare per il settore del vivaismo, fiore all’occhiello della città che tanti turisti di qualità potrebbe portare a Pistoia, se solo si decidesse di organizzare mostre mercato non riservate soltanto agli addetti ai lavori.
Per il S. Lorenzo, indovinata era parsa poi la proposta di quanti avevano auspicato che lì fosse trasferito il mercato antiquario: a differenza dell’attuale collocazione nella Cattedrale, nel S. Lorenzo sarebbe davvero nel cuore del centro storico e il flusso dei visitatori porterebbe certamente maggiori vantaggi a tutto il settore del commercio e della ristorazione. Oltretutto gli operatori non potrebbero nemmeno appellarsi alla mancanza della copertura, richiesta peraltro solo a Pistoia, visto che a Lucca e in tante altre città che ospitano mostre antiquarie, anche più rinomate, i banchi vengono tranquillamente allestiti all’aperto in ogni stagione e, soprattutto, sempre nel cuore del centro storico, in particolar modo se si tratta di città medievali.
Arrivata l’estate, sembra che la questione sia stata rimossa dall’agenda. Provvederà Il Tirreno a riportarla al centro dell’attenzione.
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