Attenzione
Va rimosso l’eternit crollato nel rogo a Santomato
Sopralluogo dell’Asl nell’ex Filatura: l’area deve essere bonificata. Preoccupazione tra i residenti
Vanno rimossi i pezzi della copertura in eternit dell’ex Filatura di Santomato, caduti nel rogo della sera di Ferragosto. Secondo l’Asl, sono piuttosto grossi e non avrebbero prodotto polveri, per cui non ravvisano rischi per la popolazione.
L'Asl infatti proporrà al Comune solo di interdire l'uso del piazzale fino alla bonifica che verrà effettuata da una ditta specializzata.
Per i residenti nella zona intorno allo stabilimento andato a fuoco a Santomato tuttavia le preoccupazioni non mancano.
Il capannone, di circa 400 metri quadri, è adiacente a un piccolo villaggio di villette a schiera, e comunque non molto lontano dalle abitazioni della piccola frazione.
«Siamo tornati dalle vacanze l'altro giorno – spiega Carlotta Cappellini, residente in una delle villette a schiera che affacciano sul retro, sulla piccola area industriale - abbiamo visto tutto il fumo, e avevamo paura che all'interno del capannone ci fosse materiale pericoloso. Del tetto in eternit invece, non sapevo nulla, e non saprei davvero cosa dire».
La preoccupazione per il pericolo di dispersione delle polveri nocive c'è, ma da queste parti, come in molte altre zone d'Italia, la parola amianto è spesso accettata come un destino inevitabile.
«Mio padre ha lavorato 30anni alla Breda - dice Monica Nesi, residente a Santomato - la preoccupazione c'è, ma che si deve fare? Non si può cambiare casa».
«Nemmeno io sapevo che il tetto fosse in eternit – commenta Chiara Barbera, residente nelle villette a schiera – chiaramente un po’ di apprensione c'è; bisogna accertare le cause dell'incendio, le responsabilità e soprattutto le conseguenze eventuali sull’ambiente e sulla salute. Qui abitano molte famiglie giovani e molti bambini. La sera di ferragosto, verso le 20, 15, ho visto il fumo, e abbiamo passato tutta la notte svegli. Spero facciano gli accertamenti con grande cura e scrupolo».
Il sopralluogo è stato effettuato ieri mattina dall'Asl che riferisce di aver trovato «una situazione migliore di quella ipotizzata», perché non ha riscontrato la presenza di polveri nocive, dato che «tutti i pezzi del tetto sono crollati all'interno del capannone». I frammenti della copertura crollata sono quelli rinvenuti nella corte interna al capannone. Secondo le modalità prescritte dall’Asl, ora si dovrà procedere alla bonifica: non viene ritenuto che sia necessario chiudere strade o applicare altre misure precauzionali durante il trasporto dell’eternit che dovrà essere smaltito secondo le leggi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
