Il Tirreno

Pistoia

Manca il foraggio, frutti di bosco dimezzati

di Elisa Valentini

Sulla montagna raccolti 50 chili di mirtilli al giorno rispetto ai normali 5 quintali. Allevamenti ko

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MARCELLO. Caldo anomalo ed una siccità mai vista prima d’ora. È il quadro che oramai da quasi tre mesi segna la montagna pistoiese. In vista di un altro fine settimana arroventato, a preoccupare è soprattutto l’assenza di precipitazioni che, stando alle previsioni meteo, dovrebbe perpetuarsi almeno fino al 31 agosto. Una situazione anomala che mette in crisi l’equilibrio naturale dei boschi come pure diverse attività economiche. «Non ricordo di aver mai visto una siccità simile sulle nostre montagne – esordisce Ferruccio Bini, guardia del corpo forestale dell’Appennino pistoiese – il sottobosco è asciutto con grosse ripercussioni sulla flora. Le piante di mirtilli, di more e di lamponi, danno frutti scarsi, piccoli e asciutti. Il sambuco nero che fruttifica a malapena. I funghi? Siamo sullo zero assoluto, sia per i porcini che per le altre varietà. Il livello di laghi e corsi d’acqua si è abbassato. Il torrente Sestaione si sta trasformando in un rigagnolo, i due piccoli corsi d’acqua che attraversano la riserva di Campolino sono del tutto secchi, cosa mai vista anche in estate. Il lago Nero si è abbassato, il piccolo lago del Greppo è ai minimi storici».

La situazione non cambia per il lago Scaffaiolo che, battuto forse mai come quest’estate da turisti ed escursionisti attratti dalle limpide giornate di sole, cala quasi a vista d’occhio. «Gestisco il rifugio da 7 anni e non ricordo di aver mai visto il lago così secco – spiega Antonio Tabanelli, gestore del rifugio Duca degli Abruzzi – il livello dell’acqua è sceso di mezzo metro rispetto al normale ed il riscaldamento ha favorito la nascita di due tipi di piante acquatiche infestanti. Come rifugio non possiamo lamentarci: i 3 mesi e mezzo di bel tempo ininterrotto sul crinale hanno portato un incremento delle presenze che ci ha consentito di compensare i cali del tragico inverno. Ma l’alta affluenza aggrava anche le difficoltà idriche: il rifugio è rimasto senz’acqua sorgiva che siamo costretti a pompare con l’autoclave».

Tragica anche la situazione dall’agricoltura e all’allevamento. «Non ho mai vissuto una situazione tanto critica – esordisce Giuseppe Corsini, titolare dell’azienda agricola Le Roncacce di Cutigliano – i pascoli non danno più erba per la forte siccità. Dopo il primo taglio di fieno, non è cresciuto più niente e per alimentare le nostre 100 mucche dobbiamo acquistare foraggio. Ogni anno coltiviamo 2 ettari a patate. Quest’anno, però, le patate saranno a dir poco inesistenti. La mancanza d’acqua ha inibito la crescita, stiamo pensando di non raccoglierle».

Disperazione anche fra le numerose aziende che, specie nella Val Sestaione, raccolgono e lavorano i prodotti del sottobosco. «Un vero disastro – ci dicono da L’Erbolaio di Abetone – tutti i tipi di frutti, dai mirtilli, ai lamponi, alle more , sono rovinati. A danneggiare i mirtilli è stato il clima invernale: le ghiacciate di febbraio hanno bruciato tutte le piantine non coperte dalla neve. I frutti sono pochi e secchi per la carenza d’acqua. Lo scorso anno i raccoglitori mi portarono circa 1 quintale e mezzo di lamponi, quest’estate ne conto 20 chili. Lo stesso per i mirtilli: da una media di 5 quintali al giorno, quest’anno ne ho conto 50 chili. Anche il periodo di raccolta si è accorciato: nel 2011 cogliemmo dal 20 luglio fino agli inizia di ottobre. Quest’anno abbiamo iniziato ai primi di agosto e la raccolta è già terminata. Un bel guaio per chi come noi lavora solo i frutti che crescono spontanei». Anche molte attrazioni turistiche risentono della siccità. Nella sezione micologica dell’orto botanico forestale di Abetone è cresciuto un solo fungo, mentre il Bosco ritrovato di Mammiano chiuderà domenica, con una settimana di anticipo, per mancanza di acqua.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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