Finanza
Hotel e ristoranti contro “Tripadvisor”
«Inattendibili, sospetti e inaccettabili i giudizi anonimi del sito per i turisti, dovrebbe intervenire la legge»
«Piscina piena di vermi», «Prenderete il colera», «La classica vergogna italiana», «Tenetevi alla larga», «Che schifo», «Vi inganneranno», «Roba da terzo Mondo», «Indecente». Sono solo alcuni dei pesantii avvertimenti lasciati in rete dai clienti di hotel e ristoranti pistoiesi sul sito “Tripadvisor” e bastano per accendere la polemica di albergatori e ristoratori contro il portale numero uno al mondo per la recensione di esercizi turistici. Chiedono innanzitutto l’abolizione dell’anonimato, grazie al quale fioriscono recensioni non firmate e sostengono che tra le accuse ci sono anche i commenti pilotati per screditare alberghi e locali rivali, o elogi inseriti sotto falso nome dai gestori stessi. Infine contestano la classifica basata sul numero di giudizi: se ci sono pochi commenti, anche tutti positivi, si scivola agli ultimi posti. No, così proprio non va.
Maria Grazia Ricci, proprietaria dell’hotel Leon Bianco, è categorica: «Tripadvisor non è affidabile. Ho dei dubbi su vari commenti, sembrano fatti dalla concorrenza. Ho confrontato nomi e date del soggiorno di chi ha dato giudizi pessimi e non corrispondono. Togliere l’anonimato sarebbe un dovere. Tripadvisor poi mi chiede continuamente offerte piuttosto salate, che io non ho mai pagato. Inoltre per poter rispondere ad un commento ho dovuto fornire il numero della mia carta di credito. Non mi sembra tanto regolare. Siti del genere possono far nascere episodi spiacevoli. I clienti, in maniera più o meno diretta, fanno intuire che con uno sconto o dei privilegi daranno buoni giudizi sul sito».
Gianfranco Reale, dipendente dell’Hotel Piccolo Ritz, aggiunge: «È inaccettabile che si possano lasciare commenti anonimi. Tempo fa abbiamo licenziato un dipendente e lui, per vendicarsi, ha lasciato due recensioni offensive. Nel mondo degli albergatori basta scrivere che le lenzuola sono sporche per mandare un esercizio in rovina. Noi ci siamo accorti dell’inganno e vorremmo far togliere quei commenti. La classifica non dice il vero né per gli hotel né per i ristoranti: al primo posto ci può essere una friggitoria e molte posizioni dopo un’enoteca di qualità. La legge dovrebbe intervenire». Le critiche arrivano anche da chi è in ottima posizione nella classifica, come l’ hotel Villa Giorgia, attualmente al quarto posto nella lista di Tripadvisor. «Bisogna accertarsi – dichiara Lida Lomy, titolare dell’albergo – che i clienti abbiano davvero soggiornato all’hotel. Così come stanno le cose è possibile prendere di mira un esercizio in particolare. Ho partecipato recentemente ad una riunione a Confindustria, nella quale noi albergatori abbiamo richiesto vigilanza e più garanzie. Alcuni giudizi non testimoniano la verità. In un caso ho risposto personalmente, perché credo sia utile contestare una cattiva immagine. Aggiungo che i parametri che dettano la classifica non sono chiari. Un giorno di permanenza non costituisce un parere rilevante».
Anche nel mondo della ristorazione il sito è temuto e criticato allo stesso tempo. Daniele Andreotti, proprietario del ristorante Voronoi spiega: «La classifica è da prendere con le pinze. Nei giudizi entrano in gioco singoli episodi, simpatie ed antipatie. Talvolta sono i gestori ad invitare i clienti a lasciare una recensione positiva. Solo il fatto di esporre l’adesivo col simbolo del sito può condizionare chi arriva nel locale. Siamo al 38° posto in classifica, però siamo pieni tutte le sere». C’è poi chi si lascia scivolare le critiche addosso. E’ il caso di Patrizio Menici, proprietario della Trattoria dell’Abbondanza, che commenta: «Non mi interessa niente di ciò che scrivono su Tripadvisor. La miglior pubblicità è il passaparola. Il sito è inaffidabile e inutile, chi vuole una recensione decente si compri una guida».
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