Il Tirreno

Pistoia

Va in fiamme l’ex Filatura Santomato

di Tiziana Gori
Va in fiamme l’ex Filatura Santomato

Black out in tutta la zona in conseguenza dell’incendio. Bruciata la copertura in eternit, stamani controlli dell’Asl

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PISTOIA. Una colonna di fumo visibile a chilometri di distanza. Sono arrivate squadre di pompieri da Pistoia, Montemurlo, Prato, Pescia e Montecatini per domare le fiamme che nella sera di Ferragosto hanno distrutto il magazzino della ex Filatura Santomato. L’incendio si è propagato in pochi minuti: nel deposito erano stivate pezze tessili che hanno preso fuoco rapidamente. È servita tutta la notte per spegnere il rogo, e la mattina di ieri per le operazioni di bonifica.

Al momento, spiegano dal comando dei vigili del fuoco pistoiesi, tutte le ipotesi sono al vaglio, sia la pista dolosa che la causa accidentale.

La colonna di fumo ha danneggiato la linea dell’alta tensione, lasciando la zona in blackout, da via delle Seiarcole, al confine con Pistoia, fino a Montale. È stato necessario collegare la rete ad un generatore dell’Enel.

Preoccupazione per il fatto che la copertura del capannone era in eternit. Le lastre di cemento-amianto sono crollate all’interno quasi intere e i vigili del fuoco hanno provveduto a inzupparle d’acqua per evitare la dispersione di fibre. Una segnalazione è stata inviata nella notte all’Asl, che questa mattina eseguirà un sopralluogo per verificare un eventuale inquinamento nella zona circostante e ad avviare le pratiche per la bonifica. Considerata la pericolosità delle fibre, i vigili del fuoco hanno indossato le mascherine di protezione, così come i poliziotti e i carabinieri intervenuti per regolare la viabilità.

L’allarme è giunto alla Sala operativa del 115 intorno alle 20.15. Ad accorgersi per prime dell’incendio, le famiglie della via Montalese che abitano di fronte al complesso artigianale di via Boschereccia (dove ha sede la ex Filatura Santomato). L’area, composta da diversi capannoni, era occupata, negli anni d’oro del tessile, interamente dalla Filatura, fondata da Mario del Pero. Poi, alcuni capannoni sono stati affittati ad altre attività.

Parte del deposito andato a fuoco era stato affittato alla Emmedue Tessuti Sas (circa 380 metri quadrati), di proprietà di Mario del Pero e C. Un’altra parte (circa 110 metri quadrati) alla Materie plastiche pratesi. Il capannone era infatti diviso in due da una parete.

Quando i pompieri sono arrivati al numero 2 di via Boschereccia le due porte d’ingresso erano chiuse, così come la porta laterale e le finestre. L’apertura delle porte ha provocato una sovralimentazione dell’ossigeno: il rogo, in pratica, ha preso ancora più vigore - e non poteva essere altrimenti - causando il collassamento di un’ampia porzione di tetto in fibracemento (eternit) e delle capriate, rovinate al suolo.

Sono stati chiesti rinforzi, che nell’arco di un’ora hanno portato in via Boschereccia squadre di colleghi dal confine pratese e dalla Valdinievole. In tutto circa 25 pompieri, 5 autobotti, 2 Aps e un’autoscala.

Le operazioni di raffreddamento sono proseguite per tutta la notte, mentre Marco del Pero, figlio di Mario, si confrontava sul possibile accaduto con i tecnici dei vigili del fuoco. Sgomento sul viso dell’uomo, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Nonostante nel capannone non fossero presenti, sembra, macchinari tessili, era comunque stipato di pezze e, allo scoppio dell’incendio si trovavano al suo interno anche 3 muletti.

Ieri mattina, per i tecnici dei pompieri è iniziata la ricerca delle cause del rogo e di possibili punti d’innesco. La procura ha disposto il sequestro del magazzino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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