Il dolore
«Con la soppressione delle sedi distaccate lavoreremo meglio»
Visti gli organici da anni ridotti il presidente del Tribunale giudica positiva la sparizione di Monsummano e Pescia
PISTOIA. In una situazione come quella attuale, in cui gli organici di magistrati e personale amministrativo sono – ormai da anni – tutt’altro che al completo, i tagli alla giustizia decisi dalla spending review non avranno effetti del tutto negativi. Anzi, a fronte di qualche disagio per cittadini e avvocati, con la sparizione delle sedi distaccate di Pescia e Monsummano e di quelle dei giudici di pace, il tribunale di Pistoia potrà funzionare addirittura meglio, grazie ad un impiego più razionale ed organico delle poche risorse disponibili.
Di ciò è pienamente convinto Fabrizio Amato, presidente del Tribunale di Pistoia. «Innanzitutto, ho apprezzato le ultime modifiche al decreto _ spiega il presidente Amato _ che hanno potuto garantire per determinate realtà particolarmente colpite dalla criminalità organizzata dei presidi che testimoniano la presenza dello Stato in quei territori. Poi, sui tagli si può certamente discutere, ho visto che ci sono state prese di posizione soprattutto da parte di giudici di pace e avvocati sulla soppressione integrale di tutte le sezioni distaccate (eccetto quelle nelle piccole isole). Per quanto riguarda le nostre sezioni distaccate di Monsummano e Pescia, il taglio mi pare ragionevole. Pur comprendendo in qualche modo il piccolo-grande disagio dei cittadini e degli avvocati, in una provincia sufficientemente piccola e poco abitata come la nostra (non per niente verrà soppressa) avere 2 sezioni distaccate (ma anche una) era un lusso che non si poteva più riuscire a garantire. Anche nell’ottica dello spostamento e del tempo che sarà necessario per venire a Pistoia siamo pur sempre in una situazione facile: al massimo gli utenti dovranno percorrere 15-30 chilometri, quando all’interno di una stessa città metropolitana spesso ce ne vogliono molti di più per raggiungere il palazzo del tribunale».
Il provvedimento del governo sulla revisione della geografia giudiziaria prevede che i tribunali soppressi siano 31, e 220 le sezioni distaccate. In tutto il Paese saranno inoltre tagliati 667 uffici di giudici di pace.
«La necessità di questa soppressione – prosegue il presidente Amato – dipende anche (come ho avuto modo di sottolineare nelle mie risposte ai quesiti del ministero) dalla grande situazione di sofferenza in cui ci troviamo per quanto riguardo l’organico sia dei magistrati che del personale amministrativo. L’unificazione ci consentirà di gestire meglio le risorse che abbiamo, che certamente non sono adeguate. Nelle sezioni di staccate, tecnicamente abbiamo 4 giudici: 2 civilisti e 2 penalisti, con quest’ultimi che vengono anche a fare il collegio qui da noi. Averli a Pistoia significa poter organizzare meglio la suddivisione del lavoro, poter avere migliori margini di manovra anche per quanto riguarda sostituzioni e supplenze. Per non parlare dei servizi amministrativi che, accentrati, possono essere gestiti meglio vista, ripeto, la carenza di personale che c’è».
Un rammarico, di fronte a questi tagli, il presidente del tribunale ce l’ha. «Forse verrà un po’ a mancare quella figura del giudice di prossimità che doveva essere l’anima della riforma che ha introdotto i giudici di pace, quel luogo dove si risolvono i conflitti minimi, le cose di tutti i giorni. Ciò non vale tanto per il circondario di Pistoia, perché il giudice di pace rimarrà comunque sempre molto vicino alle realtà di Pescia e Monsummano».
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