Sicurezza
«Nuova Cattedrale, il Comune ha perso una grande occasione»
Un gruppo di giovani chiede alternative e iniziative che vadano oltre la movida
Non manca chi va controcorrente sulla movida. C’è anche una linea di pensiero, incarnata tra gli altri da un giovane che si firma “Arcygatt”, secondo cui la città ha perso una scommessa importante per avere una integrazione o una alternativa al giro di piazza della Sala e dintorni che, al di là delle polemiche tra sostenitori e detrattori, non sa offrire più che qualche bevuta o l’occasione per sfoggiare qualche nuovo indumento o accessorio di grido.
La vera opportunità era far vivere la nuova Cattedrale, sul modello di Officina Giovani a Prato. Invece l’amministrazione comunale dimostra, almeno finora di non avere avuto né idee, né coraggio. Gli orfani del Blues e delle poche altre iniziative che vivacizzano la città esprimono quindi giudizi fortemente critici: «A Pistoia non c’è mai niente da fare, un mortorio – scrive Arcygatt –. La movida? Un sacco di gente alienata che ripete gli stessi riti. La mummificazione del divertimento. Per carità, l’atmosfera non è male e un buon cocktail fa piacere, ma dopo una, due, tre settimane ti vien voglia d’impazzire. Si obietterà che è sbagliato lamentarsi adesso, dopo il Luglio ed il suo evento principe, il Blues, vero fulcro della “vita” a Pistoia. Intanto, son tre giorni. Poi, il Blues da alcuni anni è oggetto di un sadico, osceno, inesorabile disegno di distruzione che lo ha via via privato di pubblico e spessore artistico. Meglio chiudere i battenti e salvare quel briciolo di dignità che riproporre un’edizione ridicole come quella appena trascorsa». L’alternativa poteva essere quindi la Cattedrale: «Lasciava ben sperare, anche solo per quella definizione di “open space” che lasciava un po’ nel vago, nell’esotico: invece, una bella cena sociale della Banca di Masiano, e rizzati. Manca coraggio ai giovani ingessati nella routine del Negroni e della scarpa firmata, e manca al Comune che affida una struttura così bella, e con tanto potenziale, all’ufficio cultura. Speravo che la Cattedrale diventasse un posto dove sperimentare nuovi suoni e nuove visioni, magari gestito da giovani. Invece ci troviamo davanti al solito nulla».
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