Attenzione
Morta da mesi ma la pensione arriva ancora
Il figlio: «Eppure ero anche andato all’Inps per comunicare il decesso di mia madre»
PISTOIA. La pensionata è morta, ma l’Inps continua ad accreditare la pensione sul libretto postale, nonostante il figlio della donna, con un eccesso di scrupolo, avesse fatto tappa nella sede provinciale dell’Istituto di previdenza per consegnare il certificato di morte.
Accade anche questo in un Paese in cui alla ribalta della cronaca finiscono parenti di persone defunte che per anni, consapevolmente e con dolo, continuano a incassare le pensioni dei loro congiunti. In casi limite, nascondendone la morte alle autorità.
Gabriele Benedini no. L’operaio, 51 anni, vuole sapere cosa deve fare per risolvere questa bega. «Vorrei chiudere il conto - dice - ma finché l’Inps non mi fa sapere come restituire questi soldi, non posso toccare niente».
Sua madre, Guidalda Capecchi, è deceduta il 24 gennaio. «Il 27 gennaio - spiega Gabriele Benedini - dopo il funerale, sono andato allo Stato civile del Comune per farmi stampare alcune copie del certificato di morte».
Necessarie per espletare le pratiche di chiusura di eventuali conti bancari e, fino al 2011, anche per l’Inps. «L’impiegato - racconta Benedini - mi ha spiegato, che in seguito all’entrata in vigore di una legge (la 183/11, ndr) dal 1º gennaio 2012 il certificato di morte non può più essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di servizi pubblici».
Dovrebbe essere sufficiente la comunicazione per via telematica tra il Comune e l’Inps dell’avvenuto decesso.
Con un eccesso di scrupolo, Benedini è andato comunque all’Inps. «Il giorno prima avevo telefonato al call center dell’Istituto di previdenza e dal telefonista mi era arrivata l’indicazione opposta rispetto a quella dell’impiegato comunale. Nel dubbio, mi sono informato direttamente sul viale Adua, e lì mi hanno confermato che la consegna del certificato di morte da parte dei parenti non è più necessaria. Che la comunicazione del decesso e la sospensione del pagamento della pensione avvengono in automatico».
I mesi sono trascorsi. Benedini non ha più pensato al libretto postale della madre sino a quando, alcuni giorni fa, una vicina gli ha fatto notare che nella cassetta della posta della donna si era accumulata della corrispondenza. Tra le lettere, una dell’Inps, in cui s’informava dell’avvenuto accredito sul libretto postale della pensione e della quattordicesima.
«Ero stupito. Ma poi ho controllato ed era tutto vero. Erano state accreditate le pensioni dei mesi da febbraio a luglio (4392 euro), e la quattordicesima di 1434 euro».
Con la possibilità di riscuotere la pensione in un qualsiasi ufficio postale. «Ho fatto una prova, e ho bloccato l’impiegata mentre mi stava per consegnare i soldi. Mi ha spiegato che probabilmente c’è stato un difetto di comunicazione tra Comune e Inps, ma finché il libretto non viene chiuso la pensione continuerà ad essere accreditata. Il problema è che non posso chiuderlo sino a quando non avrò restituito i soldi all’Istituto di previdenza».
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