La manifestazione
Servizi migliori per i cittadini e più efficienza
L’assessore Belliti: «Persone giuste al posto giusto, più controlli e meno gestione diretta»
Settecentotrenta dipendenti di ruolo che arrivano a 760, se si includono anche gli incaricati.
Davvero tanti per un Comune 90mila abitanti (la vicina Lucca, di pari dimensioni, ad esempio ne ha poco più di 400) che si trova tra l’altro ad affrontare un passivo di bilancio di 1,6 milioni di euro e la prospettiva di tagli per altri 3 milioni negli anni 2013 e 2014 come conseguenza della revisione di spesa del governo.
Inevitabile che l’azione amministrativa della nuova giunta comunale parta dalla riorganizzazione del personale e dei servizi, il cui costo incide per il 40% sul bilancio complessivo, per migliorare quanto meno in termini di efficienza, produttività, progettualità, recupero di risorse e controlli.
Il vicesindaco Daniela Belliti (che ha tra le altre la delega al personale) non si nasconde la complessità dell’impegno, contrassegnato da decisioni incisive e rapide già prese da maggio ad oggi.
«Siamo consapevoli della necessità di riorganizzare e riqualificare la macchina comunale – dice il vicesindaco – puntando sulle competenze e le professionalità interne e, solo nel caso non siano presenti, su pochi nuovi ingressi funzionali a colmare carenze in ruoli del settore tecnico per nuove politiche, ad esempio di mobilità urbana, controllo sulle aziende partecipate e informatizzazione. Per aumentare l’efficienza è al contempo importante riorganizzare i livelli intermedi. Insomma il Comune deve avere una macchina più piccola e snella, ma più veloce. Per centrare questo obbiettivo serve l’aiuto di tutti».
Vede le giuste motivazioni nei dipendenti?
«Mi pare di sì. Possono e devono sentirsi onorati di lavorare nella pubblica amministrazione recuperando la missione originaria, sentendosi utili e necessari per rendere concreto il programma di governo che mira ad avere una città più intelligente, aperta ed europea. Noto reazioni positive e voglia di partecipare: i dipendenti tengono a rivalutare la loro capacità e dignità professionale e noi assessori dobbiamo dare l’esempio».
C’è chi si lamenta perché a volte si è avuta l’impressione che, più della professionalità, contasse il percorso politico nella “carriera” in Comune.
«Guardi, noi stiamo facendo un lavoro rigoroso sulla ridefinizione dei servizi in base agli incarichi dirigenziali assegnati. Stiamo valutando anche i carichi di lavoro e intendiamo mettere le persone giuste al posto giusto seguendo i criteri della competenza, della professionalità e del merito. Mi sento di essere ottimista. Il livello dei dirigenti e dei funzionari è buono: non resta che valorizzare le competenze e, se non le troviamo all’interno, cercare subito le poche professionalità che mancano. Puntando anche ad un abbassamento dell’età anagrafica del personale».
Per migliorare i servizi al cittadino pensate di ricorrere di più all’orario spezzato o al prolungamento dell’orario di apertura di alcuni uffici?
«Per quanto verificato finora, mi sembra che la flessibilità sotto questi aspetti sia già buona, ma valutiamo se e quali servizi potenziare, a partire dall’ufficio relazioni con il pubblico. Anche in considerazione delle nuove competenze in arrivo, ci sarà senz’altro da reperire altre risorse umane per l’ufficio entrate e tributi, chiamato a un superlavoro già in vista del pagamento della seconda rata dell’Imu».
Consentirete anche voi il doppio lavoro?
«Mi risulta che casi di dipendenti che hanno anche attività esterne siano pochi e comunque regolati e soggetti ad autorizzazione. In linea di principio, seguiremo i criteri dell’assenza di conflitto di interessi e di detrimento per le attività del Comune, con particolare attenzione al settore tecnico».
La nuova struttura non prevede dirigenti apicali, come prima: non c’è il rischio che gli assessori (oltretutto solo cinque) debbano fare anche i super-dirigenti?
«Il direttore generale non è più previsto e la nuova organizzazione ha dovuto superarlo. Adesso c’è un assetto paritetico tra servizi dirigenziali, rapportati all’attività della giunta. Abbiamo scelto di dimensionare i servizi sulla base delle deleghe degli assessori, che non faranno i super-dirigenti. Credo che se l’interfaccia per un assessore è un solo dirigente sia più facile programmare e agire meglio».
Se si punta ad un ulteriore dimagrimento della macchina comunale, pare inevitabile una sorta di rivoluzione nel settore della scuola che assorbe tante risorse. Da tempo si parla di apertura ai privati, ma in concreto si è visto poco. La nuova giunta ha questo obbiettivo? E come intende perseguirlo per assicurare al tempo stesso un buon servizio e la garanzia che non si ripetano casi come quello del Cip Ciop?
«Certo, miriamo ad ampliare il rapporto con i privati, ma anche con lo Stato, per la gestione delle scuole, mantenendo tuttavia la nostra presenza negli asili nido. Puntiamo ad assicurare la copertura completa dei servizi per la fascia dai 3 ai 6 anni, contando anche su una cultura pedagogica e scientifica consolidata e importante. In ogni caso ci saranno più controlli affidati ad una figura appositamente formata».
Il tema delle verifiche è fondamentale. Il Comune deve controllare di più e gestire meno, ma ha le professionalità per farlo?
«Potenzieremo l’ufficio che dovrà seguire l’attività delle aziende in cui il Comune ha partecipazioni, ricorrendo a personale e interno e, se necessario, a esterni. Controlli incrociati (tra diversi servizi e quelli finanziari) ci saranno anche sulla spesa per valutarne la congruità. Lavora già una unità speciale che assicurerà una verifica di tutte le determine del settore dei lavori pubblici. Di anno in anno sceglieremo poi la tipologia di spesa da monitorare».
Cosa pensate di fare perché a beneficiare degli incarichi non sia un ristretto numero di aziende, sempre le solite?
«Procederemo con avvisi di selezione pubblica e provvederemo a tenere graduatorie aggiornate. Tutti devono avere pari opportunità di accesso all’esecuzione dei lavori disposti dal Comune».
Non rischiate di perdere qualche sponsorizzazione?
«Il problema è già stato risolto. I nostri sponsor, anche sulla base del preciso regolamento che stiamo predisponendo, potranno essere soltanto soggetti istituzionali, fondazioni bancarie e aziende in cui il Comune ha partecipazioni. Non saranno più ammesse sponsorizzazioni da parte di privati che hanno rapporti economici con l’amministrazione comunale».
Davvero siete sicuri che basterà la riorganizzazione della macchina comunale per evitare nuove tasse a carico dei cittadini?
«Riteniamo che la tassazione sia già troppo alta e cerchiamo di ottenere il pareggio di bilancio con altri strumenti. Oltre che alla riorganizzazione del personale, puntiamo all’abbattimento del debito, al recupero dell’evasione e ad un piano per il patrimonio del Comune che non prevede soltanto alienazioni, ma anche la valorizzazione del patrimonio non dismissibile. Un esempio su tutti: le Mura. Ci sarà presto una task force per il recupero di fondi comunitari e altre risorse, sulla base di progetti specifici che dovremo essere in grado di approntare».
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