Attenzione
«Un comitato aperto solo a pochi eletti»
Comune unico, l’ex consigliere comunale Chelucci accusa i promotori e ribadisce il suo no alla fusione
SAN MARCELLO. L’idea di un Comune unico e della nascita di un comitato promotore per la fusione tra Abetone, San Marcello, Piteglio e Cutigliano non va a genio a Dino Chelucci. E l’ex consigliere di minoranza del comune di San Marcello della Lega Nord non le manda certo a dire, soprattutto ai sindaci che sono presenti tra i 16 nomi che hanno costituito il comitato. Le accuse sono essenzialmente politiche, e rivolte anche a Carluccio Ceccarelli, presente come socio fondatore, nonché sindaco di Cutigliano e ultimo presidente della disciolta Comunità Montana.
«Guardando su internet il sito www.altopistoiese.it, mi sono accorto con stupore – spiega Dino Chelucci – che per aderire al comitato si deve pagare una quota associativa che varia a seconda dell’età. Questa cosa è assurda. Il socio sostenitore pagherebbe, da quanto risulta nel sito, 100 euro l’anno, quello ordinario 50 e 25 il socio sotto i trent’ anni di età. Poi, scorrendo sempre il sito – prosegue Chelucci – ho notato che le adesioni sono sottoposte al vaglio del comitato, che può respingere la richiesta senza darne motivazione: e anche questa ritengo sia una cosa molto strana. Per me significa che il comitato per la fusione dei Comuni è composto da un giro ristretto di persone che sceglie in base a non si sa quale elementi».
» La mia posizione è da sempre chiara – continua l’ex consigliere di minoranza – sono contrario al Comune unico, vuoi per la storia della gente che vi abita, vuoi perché anche con 10.000 abitanti si conterebbe sempre come il due di briscola e saremmo al pari di un quartiere di Pistoia. E poi, con i nostri vasti territori montani, i quattro Comuni dovranno sempre avere una sede o un punto di riferimento, soprattutto per le persone anziane che non possono spostarsi facilmente. I sindaci non sono stati capaci a fare l’Unione dei Comuni e adesso ritrovarne alcuni nel comitato francamente la trovo una cosa molto stupefacente».
«Se con le adesioni a pagamento cercano di recuperare i soldi dell’ammanco della Comunità Montana chiedendoli ai cittadini – conclude Chelucci – si impegnino invece a recuperare i soldi sottratti, invece che chiederli». (a.s.)
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