Lutto
«La chiusura peserebbe soprattutto sugli anziani»
Un appello. L’ennesimo, perché gli uffici postali della montagna non chiudano. Stavolta a farsi avanti è la Confraternita della Misericordia di Treppio. «Le Misericordie - si legge nella lettera - da...
Un appello. L’ennesimo, perché gli uffici postali della montagna non chiudano. Stavolta a farsi avanti è la Confraternita della Misericordia di Treppio. «Le Misericordie - si legge nella lettera - da sempre si prodigano in aiuto del prossimo ed anche stavolta, la locale Confraternita, si fa portavoce delle persone più bisognose e più disagiate (soprattutto anziani e malati cronici) che oltre al disagio fisico, si trovano a vivere in una zona priva dei più elementari servizi e con maggiori difficoltà di altri individui, che pur con le stesse problematiche, sono residenti in aree metropolitane.
Detto questo, ci sentiamo in dovere di far presente agli enti interessati che, pur comprendendo la difficile situazione economica del momento, il nostro territorio ha già contribuito in precedenza subendo un taglio del 50% sui servizi erogati; passando da 6 giorni settimanali consecutivi agli attuali 3 giorni alternati, peraltro con esclusione del sabato, giorno in cui i la maggior parte dei residenti con attività lavorativa può accedere al servizio.
È importante evidenziare che l’ufficio postale, in mancanza di altri istituti di credito, svolge anche un importante ruolo come sportello bancario. Auspichiamo pertanto, che non siano adottate soluzioni drastiche, ma al limite una ulteriore riduzione dell’orario, senza arrivare alla soppressione dell’attività (basilare per un servizio pubblico). Ribadiamo che una decisione di chiusura definitiva, peserebbe quasi esclusivamente sulla parte più debole della popolazione, in particolare gli anziani o comunque tutti coloro che non possiedono mezzi propri per raggiungere uffici postali distanti vari chilometri dalla loro residenza».
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