Il Tirreno

Pistoia

«Vivaismo, realtà dimenticata»

«Vivaismo, realtà dimenticata»

Un neo-laureato punta il dito contro la poca attenzione verso il settore

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PISTOIA. Quando nacque, fu salutato come una svolta per Pistoia. Ma oggi non se ne parla più, anche quando parrebbe obbligatorio. L’argomento è quello del Distretto vivaistico-ornamentale, sul quale interviene un neo-laureato proprio sull’argomento, Alessandro Bruschi. Che racconta di aver apprezzato l’idea del dibattito "Pistoia, da capitale europea del vivaismo a capitale europea del verde" organizzata sul Globo nei giorni scorsi «L'interessante dibattito, tuttavia, si è svolto senza riferimenti al "Distretto vivaistico pistoiese", una realtà socio economica che ha origini antiche e che è stata istituzionalizzata alcuni anni fa: il luogo ideale, dunque, per concertare il futuro del vivaismo pistoiese e, di conseguenza, valorizzare un importante settore dell'economia del nostro territorio».

Non solo: in questi giorni il “Sole 24 Ore" affronta il tema dei distretti Industriali, in quanto li considera un importante volano della ripresa economica del nostro Paese, ma «con stupore ho riscontrato l'assenza del Distretto vivaistico pistoiese (lacuna già rilevata nel sito dell' "Osservatorio nazionale dei distretti"), nonostante che nel suo ambito si esporti l'80% delle "piante vive"prodotte in Italia».

Di qui l’auspicio «che l'iniziativa tenutasi sul Globo il 3 agosto scorso rappresenti l'avvio di un dibattito sul vivaismo pistoiese, che coinvolga non solo le istituzioni e i soggetti economici, ma anche i cittadini, che finora hanno considerato il vivaismo come un mondo separato dalla città e dalle sue sorti».

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