Gioco
«Non ho la partita Iva, niente risarcimenti per i danni subiti dalla mia coltivazione»
Dopo il danno pure la beffa. Daini e cervi gli distruggono il campo di casa, ma non può chiedere il risarcimento dei danni subiti perché è sprovvisto di partita Iva. Luigi Ventitozzi, pensionato con...
Dopo il danno pure la beffa.
Daini e cervi gli distruggono il campo di casa, ma non può chiedere il risarcimento dei danni subiti perché è sprovvisto di partita Iva. Luigi Ventitozzi, pensionato con la passione dell’orticoltura, possiede un campo di circa un ettaro a Montale, in via Andrea del Castagno.
In quello spazio verde trovano posto alberi da frutto, viti, ulivi e quant’altro che Luigi coltiva per soddisfare il fabbisogno della sua famiglia.
Tutti gli anni però la solita storia: scorribande di daini e cervi distruggono in pochi minuti il lavoro di un anno, mandando in fumo frutta e verdura.
«Ho anche recintato il campo, ma senza fortuna: daini e cervi saltano così in alto che scavalcano senza problemi – afferma Luigi – Negli anni passati sono riuscito a recuperare una seppur piccola quantità di denaro come risarcimento danni.
«Da quest’anno però non vedrò un euro: in base alla legge solo chi possiede la partita Iva può chiedere un risarcimento.
«Al di là dell’esiguità del risarcimento che riuscivo a ottenere, mi sembra una norma ingiusta».
Una norma che penalizza i coltivatori amatoriali come Luigi, anche perché, cifre alla mano, sono proprio loro, e non le imprese con regolare partita iva, a subire la maggior parte dei danni:
«L’80 per cento dei danni causati dagli ungulati ricadono su aree di proprietà di semplici cittadini – afferma il presidente di Federcaccia Pistoia Giovanni Pratesi –. Persone che non hanno spesso nemmeno la disponibilità economica per correre ai ripari e attrezzarsi contro gli animali selvatici, al contrario delle imprese».
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