Il Tirreno

Pistoia

Fondamenta non a norma per la piscina di Vignole

di Beatrice Faragli
Fondamenta non a norma per la piscina di Vignole

Nuova tegola sul futuro impianto dopo il fallimento della ditta costruttrice Il sindaco: «Ho scritto alla Uisp, ci deve dire chi dovrà pagare l’errore»

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QUARRATA. La patata si fa sempre più bollente per il cantiere di via IV Novembre. Pare infatti che le fondamenta della piscina di Vignole non siano a norma, e, dopo il blocco dell’opera dovuto al fallimento della ditta esecutrice, la Cepa spa di Pontassieve, il sindaco Marco Mazzanti chiede spiegazioni alla Uisp di Firenze, capofila del progetto e futuro gestore dell’impianto.

«Secondo le prove fatte dal responsabile del cantiere e le comunicazioni arrivate in Comune – spiega il primo cittadino di Quarrata – sembra che le fondazioni non siano state realizzate a norma. Se i lavori non sono stati fatti a regola d’arte chi sarà a ripagare l’errore?».

L’amministrazione ha inviato una lettera al comitato fiorentino Uisp per sciogliere il nodo. A Quarrata, quando si tratta di vasche coperte, la ciambella continua a venire senza buco e ormai sono molti i cittadini che a sentir parlare di impianti natatori scuotono la testa in segno di sfiducia. Alcuni ripescano l’ex struttura comunale di via del Pollaiolo, attualmente all’asta; altri citano direttamente Vignole. La piscina – un’opera da 4 milioni e 745 mila euro cofinanziata per il 36% dalla Regione Toscana e per il resto dai privati, tra cui Uisp e Credito cooperativo di Vignole e della Montagna pistoiese – avrebbe dovuto essere ultimata entro lo scorso 4 aprile, come scritto nel cartello affisso all’ingresso del cantiere. E invece i lavori sono andati avanti a singhiozzo dalla posa della prima pietra, il 29 ottobre del 2010, fino alla scorsa primavera, quando il Comune, che si fa carico delle opere necessarie alla realizzazione dell'impianto (come la cassa d'espansione) con oltre un milione di euro, ha dovuto fare i conti con il blocco dell’opera per la messa in liquidazione della Cepa spa. Da lì in avanti è stato un continuo punto interrogativo.

«La scorsa settimana – spiega Mazzanti – abbiamo scritto a Uisp proprio per capire a che punto siamo. Probabilmente avremo una risposta soltanto a settembre. Alla ditta era stata data una proroga per liberare il cantiere e il termine previsto è saltato da giugno a fine luglio».

La gru però è ancora all’interno dell’area. L’idea del Comune è quella di riaffidare i lavori in tempi brevi ricorrendo a una sostituzione che non prevede gara. Ma l’intenzione è bloccata dai fatti, almeno per adesso. Restano infatti da risolvere ancora diversi problemi, alcuni sollevati dalla stessa Unione capofila, come l'esproprio di un terreno confinante con la zona in cui dovrebbe sorgere il centro polivalente. Della piscina di Vignole se ne parla ormai da 12 anni. Era il febbraio del 2000 quando saltò fuori l’ipotesi di un accordo tra il Comune e la Bcc di Vignole per la realizzazione dell’impianto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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