Il dolore
Turismo, prima di tutto programmare gli eventi
Sempre più necessari una cabina di regia unica e nuove iniziative durante l’anno Chelucci: «Il sindaco Bertinelli ha ottime idee, ora bisogna iniziare a realizzarle»
PISTOIA. Nel 1997 gli alberghi e le altre strutture turistiche pistoiesi registrarono 2,3 milioni di presenze nel corso dell’anno. Quattordici anni dopo, nel 2011, le presenze sono salite a 2,6 milioni, anche se la permanenza media si è leggermente abbassata: da 3,3 giorni a 2,9. Il settore più dinamico, in questi anni, è stato quello extralberghiero dai bed and breakfast agli ostelli, ai campeggi: nel 1997 contava 159.100 presenze, nel 2011 si sfiorano i 390.000.
Flash statistici offerti dagli ultimi dati sfornati sul tutrismo dalla Provincia. Solo una manciata di numeri, che però aiutano a ricostruire l’evoluzione del turismo pistoiese negli ultimi anni e a comprendere che qualcosa, comunque, è cambiato.
«C’è stato uno sviluppo notevole delle strutture ricettive – spiega Riccardo Chelucci, alla guida del settore turismo dell’Associazione industriali – soprattutto degli agriturismi, che si sono triplicati, e dei Bed & Breakfast, addirittura decuplicati. Si tratta di piccole strutture, ma molto diffuse. Si è capito che possono offrire un’utile integrazione del reddito familiare, particolarmente utile in tempo di crisi. È un’opportunità importante. Gli alberghi hanno una minore dinamicità, in diversi tra l’altro avrebbero bisogno di adeguamenti e ristrutturazioni ma devono fare i conti con il sempre più difficile reperimento dei capitali necessari».
Sì, il turismo pistoiese non è una foresta pietrificata. Qualcosa sta cambiando: lo registra questa nuova puntata del forum del Tirreno sul turismo a Pistoia. Forum al quale prende parte anche Lida Lamy, canadese di nascita ma pistoiese da ormai 17 anni, responsabile di Villa Giorgia, una struttura turistica sulla via Bolognese.
«Sì, da quando sono arrivata qui –conferma – molte cose sono cambiate. Ho visto una evoluzione che non si può ignorare. Ad agosto, per dire, tutti i negozi erano chiusi. I turisti che arrivavano conoscevano di Pistoia il giardino zoologico e basta. Allora i pistoiesi non riuscivano proprio a realizzare quale fosse il valore del patrimonio a loro disposizione».
Non c’è però da illudersi troppo: la strada da fare è ancora molta. Se il proliferare di piccole strutture di accoglienza può far passare in secondo piano la mancanza storica di grandi strutture alberghiere, il limite attuale rimane quello di una vera programmazione del turismo, soprattutto in termini di organizzazione di eventi e del loro coordinamento.
«La città – continua Chelucci – dovrebbe cambiare marcia, tutti assieme dobbiamo farlo. Una regia comune degli eventi è fondamentale. Guardate quello che è successo con la Pistoia-Abetone: la celebre ultra-maratona è stata anticipata per evitare sovrapposizioni con un’altra manifestazione e i risultati si sono visti, dato che per la prima volta si sono superati i 1.700 partecipanti. La strada giusta è questa: se si pianificano con costanza gli eventi, la città di Pistoia può cambiare direzione. Non c’è bisogno di grandi cose, anche guadagnare la presenza di turisti che visitino la città per due ore potrebbe essere sufficiente».
«Anche qui – subentra Lida Lamy – c’è stata una evoluzione positiva. Prima tutti gli eventi erano concentrati a luglio. Ora va un po’ meglio. Però una ulteriore diversificazione nel tempo potrebbe essere importante. In Canada c’è un paese, si chiama Niagara on the Lake Ontario, che si è inventato un festival del cinema e del teatro. Anche a Pistoia ci vorrebbe qualcosa che attirasse i turisti ad esempio d’inverno...».
Nuovi appuntamenti e coordinare quelli esistenti: ma chi deve assumersi la regia di tutto ciò, visto anche che gli Apt sono stati soppressi dalla Regione?
«Non c’è dubbio – replica Chelucci – che le competenze dell’amministrazione comunale devono aumentare. Ma soprattutto, bisogna che le diverse realtà, dalle fondazioni alle associazioni, dalle pro loco alla Camera di commercio, lavorino di più insieme».
La nuova amministrazione comunale guidata da Samuele Bertinelli ha delle ottime idee, ammette Chelucci. «Ma vorremmo vedere iniziare a realizzarle. Mi riferisco a cose come lo spostamento del museo civico, o la nascita della Città della cultura dietro piazza del Duomo».
Ma non c’è solo il Comune. Quando si parla di politiche di promozione, ad esempio, sono dolori. «Toscana Promozione – osserva Chelucci – punta molto sui paesi cosiddetti Bric come l’India, il Brasile, la Cina. Certo, sono importanti, ma a noi il pane quotidiano continuano a darcelo soprattutto gli europei, in particolare quelli dell’Est».
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