Il dolore
Fondi sfitti e vetrine sporche in centro
I tanti negozi chiusi e lasciati in abbandono portano un duro colpo all’immagine commerciale e turistica della città
PISTOIA. Difficile quanto inutile nascondere la polvere sotto il tappeto: il salotto buono della città si sta degradando.
La chiusura di due locali storici come il Globo e il Valiani è solo la punta dell’iceberg. Nel centro storico sono sempre di più i fondi commerciali sfitti, le saracinesche abbassate e le vetrine lasciate all’incuria del tempo tra polvere e ragnatele. I problemi e le colpe sono molteplici: la crisi economica, gli affitti che non accennano a diminuire, mentre i costi vivi aumentano e i ricavi diminuiscono, la mancanza di una politica commerciale in grado di rendere più fruibile e vivibile il centro, proprietari degli immobili che preferiscono tenere chiusi i locali piuttosto che rivedere al ribasso le pretese sull’affitto.
Intanto i negozi scappano dal centro per spostarsi verso l’area ex Breda, viale Adua, via Dalmazia e Sant’Agostino dove gli affitti calano e aumentano i servizi. Prezzi. I dati aggiornati al secondo semestre del 2011 dell’Agenzia del Territorio (le cui quotazioni immobiliari sono lievemente inferiori rispetto alle agenzie) mostrano come i prezzi per l’acquisto e l’affitto dei negozi a Pistoia siano identici a quelli del 2009: nelle strade di maggior passaggio come via Buozzi, via Cino, via Cavour e la Sala si arriva a pagare da 18 a 24 euro il metro quadro per le locazioni, mentre va da 3.500 a 4.700 euro il valore dei fondi al metro quadro.
I gestori del Cafè du Globe pagavano 6 mila euro di affitto al mese. Nella zona di Sant’Agostino, dove si è trasferito il caffè Valiani dopo aver chiuso in centro, i valori di locazione si attestano tra 10 e 13 euro/mq, con valori dei fondi compresi tra 1.850 e 2.300 euro/mq. Prezzi più o meno identici in un’altra zona commercialmente appetibile come via Dalmazia e viale Adua.Qualche tentativo per invertire il trend c’è, ma pare ancora insufficiente a risolvere la situazione.
Imu. La lotta alla “rendita” e ai fondi commerciali sfitti è stata una dei punti al centro del programma elettorale del neo sindaco Bertinelli. Fedele alla linea, la giunta appena insediata ha deciso di applicare agli immobili sfitti l’aliquota più alta dell’imposta immobiliare: 1,06%, contro lo 0,4% sulla prima casa.
La Confcommercio. «Il degrado del centro storico avvilisce l’immagine di Pistoia – afferma Giuliano Bruni, presidente del centro Commerciale Naturale –. La crisi economica è dura, ma deve spingere tutti ad avere maggior senso di responsabilità, partendo dalla pulizia dei fondi commerciali che non possono essere lasciati all’incuria. Certo, le autorità competenti devono vigilare e intervenire, ma fino a quando non riusciremo a pensare il nostro centro storico come un grande condominio dove tutti siamo responsabili in ugual misura, non riusciremo a invertire la situazione».
La Confesercenti. «I negozi diminuiscono e la città si sta desertificando – afferma Riccardo Bruzzani, direttore Confesercenti –. Nel 2011 abbiamo perso un centinaio di nostri associati che hanno chiuso i negozi a causa della crisi. Nonostante questo siamo riusciti a chiudere l’anno con un saldo positivo delle affiliazioni, ma il trend negativo rischia di ripetersi in questo 2012».
Le Soluzioni. Per combattere il degrado del centro storico e riportare investimenti occorre una città più appetibile turisticamente, più accessibile dal punto di vista delle infrastrutture, insomma una politica di largo respiro in grado di coordinare le aperture dei servizi presenti in centro, riportando tra le mura quelli che sono emigrati in periferia nel corso degli anni. «La crisi non può essere una scusa per lasciare tutto com’è – spiega Bruzzani –. Dobbiamo rendere più viva e appetibile la città riportando in centro le funzioni pubbliche e parallelamente collegare meglio le varie zone di Pistoia. Penso ad esempio a una pedonalizzazione dell’asse viario che va dalla stazione al Globo, sull’esempio di via Fillungo a Lucca. La riqualificazione del centro porterebbe un aumento della domanda dei negozi, incentivando il turismo e riconsegnando a Pistoia l’immagine di città aperta e accessibile che negli anni è andata perduta».
Sulla necessità di intervenire sulla rete infrastrutturale della città è d’accodo anche il presidente del centro Commerciale Naturale: «Il centro deve tornare ad essere maggiormente fruibile attraverso i mezzi pubblici – conclude Giuliano Bruni – Una rete di bus elettrici che attestino gli utenti in alcuni punti chiave della città sarebbe una soluzione praticabile».
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