Sicurezza
Cinghiali, disposti meno abbattimenti agricoltori e cacciatori infuriati
Increduli i coltivatori: «La Regione ci impedisce di arginare la crescita abnorme e i danni degli ungulati»
Un parere tecnico, ma comunque vincolante, che non è piaciuto soprattutto per la tempistica: l’Ispra (l’Istituto superiore per la Protezione e la ricerca Ambientale), su richiesta della Regione, ha infatti previsto già a partire dal 2012/2013 una diminuzione del numero di abbattimenti degli ungulati e dei periodi di attività venatoria, facendo slittare dal 1° al 15 agosto la caccia selettiva ai maschi di capriolo.
Non nascondono il proprio malcontento Federcaccia e Coldiretti per una decisione che si aspettavano andasse esattamente in direzione contraria: dato che quello pistoiese è uno dei territori a maggiore densità di ungulati (l’anno scorso sono stati abbattuti circa 2.800 esemplari), e di conseguenza uno dei più esposti ai danni commessi da questa specie, le due associazioni speravano che l’Ispra accordasse la possibilità di mantenere i limiti fissati dal piano regionale e provinciale.
Invece sono arrivati nuovi vincoli:
«La rimodulazione del calendario venatorio effettuato dall’Ispra poteva essere condivisibile, non lo è invece la tempistica – afferma il presidente di Federcaccia Pistoia Giovanni Pratesi –.
«Questi cambiamenti, suggeriti per permettere una migliore ripopolazione del capriolo, dovevano scattare dal 1° gennaio 2013, non dal 15 agosto di quest’anno cambiando le carte in tavola.
«Perdiamo due settimane di caccia, alle quali si somma tutto il mese di giugno: un mese e mezzo in tutto. I cacciatori si sentono puniti per una disposizione che li penalizza. Non sono da escludere forme di rimostranza per un sistema che appare ai più molto restrittivo».
Quella dell’Ispra infatti è solo l’ultima decisione, in ordine temporale, a far storcere il naso all’associazione cacciatori pistoiese che non ha digerito altri due cambiamenti:
«Intanto quella che vieta la caccia con terreno coperto da neve – spiega il presidente Pratesi –.
Noi cacciatori non abbiamo mai avuto l’intenzione di cacciare in quelle condizioni, eppure bastano pochi centimetri di neve perché scatti il divieto.
E restando nel periodo invernale, è stato posticipata l’inizio della caccia dal 20 ottobre al 1° novembre, con termine il 31 gennaio anziché il 20. Un insieme di norme che, ripeto, i nostri associati vedono come una “punizione” che avrà una semplice quanto diretta conseguenza su tutto il tessuto agricolo e imprenditoriale: diminuirà la pressione venatoria e ci sarà una maggiore presenza di ungulati che sconteremo il prossimo anno».
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