Il Tirreno

Pistoia

protestano i residenti

Ancora corse folli sulla Porrettana

«Impuniti i centauri che continuano a sfrecciare a 150 all’ora»

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PISTOIA. Ancora polemiche per le scorribande dei motociclisti sulla Porrettana. Arrivano dopo l’ennesimo incidente verificatosi domenica. Scrive il consigliere provinciale Cristina Gavazzi, tra l’altro residente della zona e volontaria del soccorso:

«Domenica 5 agosto 2012, ore 19,30 circa. Ora di rientri per chi ha fatto gite domenicali fuori-porta, ora di spostamenti per chi ha deciso di andare a gustarsi una cena in uno dei ristoranti della collina pistoiese, complice l’afoso e opprimente caldo della giornata. Ora meno adatta per chi intenda utilizzare, ancora una volta, per l’ennesima volta, la Statale Porrettana come una pista di velocità, in sella alla propria moto di grossa cilindrata, impavido, incurante del pericolo non tanto per se stesso, quanto per gli altri automobilisti che ignari del fatto che questa strada nei fine settimana cambia connotati e si trasforma in un circuito di velocità, scenario di spettacolari bravate di esaltati centauri. Il protagonista stavolta, fortunatamente uscito illeso dal tremendo impatto, è un motociclista che sbucando dalla curva di Artimino, presso il bivio per Spedaletto centra in pieno, con la forza di un proiettile, una Renault Clio che sta svoltando per Spedaletto e come se vi fosse un’eco, colpisce anche una seconda auto che sta percorrendo la sua strada in direzione Porretta.

«Supponiamo che la moto viaggiasse a 150 km/h; considerato che dalla fine della curva, punto da cui si vede l’incrocio, all’incrocio stesso ci siano circa 60-70 metri, il tempo intercorso dal momento che l’automobilista ha visto la moto al momento dell’impatto è di circa 1,5 secondi. Può essere un tempo sufficiente per evitare l’incidente? O per essere visti da un tranquillo automobilista che magari ha salito la strada a 50Km/h con i finestrini aperti per godersi un po di fresco?

«A quanto si puo’ suppore che la moto abbia colpito la macchina se, nell’urto è stata scaricata una forza tale da far ruotare su se stessa la macchina di 180°, considerato che i veicoli hanno un rapporto di peso di circa sei volte a favore della macchina? E come si può arrivare a colpire anche la macchina che segue e sta percorrendo la strada sulla propria carreggiata? I testimoni hanno rilevato un motore al massimo dei giri. E al massimo dei giri è il livello di insopportazione degli abitanti, giovani, anziani, genitori, figli, che ogni fine settimana assistono ad incidenti gravi, spesso mortali, scongiurando il pericolo di essere le successive vittime. Sì, perché su questa strada, nonostante le lettere agli organi di Polizia, al Prefetto, nonostante le petizioni, nonostante la rabbia strisciante fra i residenti, nonostante il dolore per chi ha pagato con la vita la mancanza di adeguati controlli e sanzioni per la velocità delle moto, l’unica certezza è il ripetersi degli incidenti. Sorge spontanea una domanda: ma che potere hanno questi motociclisti per restare indomiti e impuniti nonostante percorrano a 150 Km/h. strade e centri abitati in cui vige il limite di 60 o 50 Km/h.? Qualcuno ce lo spieghi».

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