Attenzione
L’acquedotto perde, rubinetti a secco
Protestano nove famiglie rimaste senza acqua, ma l’ente gestore ribatte: «Spettano ai privati i lavori sulla tubatura»
AGLIANA. «Stavo lavando un po’ di frutta in cucina e in un attimo il rubinetto è rimasto a secco. Mi sono affacciato sul cortile e ho visto il camioncino del tecnico che andava via. Ci hanno chiuso l’acqua, ho pensato».
Marco Lastrucci e gli altri residenti di via Chiusa ad Agliana sono a bocca asciutta dalle 11 di ieri mattina. Unica eccezione: le poche gocce sgorgate nel tardo pomeriggio, dopo che il vicesindaco Italo Fontana ha sollecitato Publiacqua a restituire pressione alla rete. Una tregua insufficiente per le 10 famiglie aglianesi che da un anno combattono con 70 metri di tubazioni colabrodo in una strada cieca tra la Sp6 e la variante Pratese.
Proprio ieri dalle pagine del Tirreno avevano denunciato una grossa perdita nella rete idrica. Il guasto sta allagando i campi e i giardini della zona ormai da settimane. E sempre ieri mattina le 10 famiglie di Agliana si sono ritrovate con i rubinetti a secco.
Colpa, sostiene Publiacqua, degli interventi che i privati cittadini non hanno realizzato, come richiesto dal gestore del servizio l’8 agosto 2011. La presa in carico dell’opera però, è troppo gravosa per queste famiglie. Si tratta di 70 metri di tubature da rifare.
«Sì stamani (ieri, ndr) – comunicano da Publicqua – il nostro addetto ha fatto un controllo proprio su quella zona, ma non ha chiuso l’acqua. Era lì soltanto per una verifica. Il problema di oggi è sicuramente dovuto a un peggioramento della perdita; la stessa per cui, fin dai mesi passati, avevamo parzializzato l’erogazione alle utenze».
Marco Lastrucci però non la pensa così. «Ci sono bambini piccoli e anziani che vivono qui, potevano almeno avvertirci della restrizione» ripete. «L’avvertimento – ribatte il gestore della rete – lo avevamo dato un anno fa. Le perdite sono in un’area privata e non possiamo intervenire. È vero che fino all’anno scorso i nostri operai lavoravano anche in questi perimetri, ma lo facevano più per dare una mano alle persone che per dovere».
L’odissea dell’acqua per le 10 famiglie di via Chiusa inizia nel luglio 2011, quando Publiacqua rifiuta l’intervento su una perdita individuata all’interno dell’aia domestica.
Ieri mattina l’epilogo: «Nessuno ha l’acqua in casa» denuncia Latrucci, che dalle 11 del mattino si è attaccato alla cornetta del telefono in cerca di aiuto.
Ha chiamato i vigili urbani e persino la protezione civile.
La società che gestisce la rete ribadisce però che la perdita è in un’area privata e che i cittadini devono metter mano al borsello per riavere l’acqua. Ma i residenti di via Chiusa finora non sono stati in grado di sostenere economicamente gli interventi.
Il rischio è che restino con i rubinetti a secco anche nei prossimi giorni.
La “parzializzazione dell’erogazione” infatti, ovvero la diminuzione di pressione, è una prassi inevitabile, spiegano da Publiacqua, nel caso di grosse perdite.
Alcuni residenti ieri pomeriggio sono andati direttamente in Comune per cercare una soluzione.
L’assessore Fontana ha convocato immediatamente il gestore del servizio idrico chiedendo di normalizzare la pressione almeno per qualche ora. Stamattina i tecnici della società saranno in via Chiusa per individuare i guasti e quantificare l’intervento in termini di spesa.
Anche il sindaco Eleanna Ciampolini e il vicesindaco parteciperanno al sopralluogo.
«Si può già dire che non verranno fatte disparità di trattamento tra i cittadini aglianesi» precisa Fontana, ribadendo che l’intervento in area privata dovrà essere pagato dai residenti.
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