Attenzione
Repower, sempre più dure le polemiche anti-centrale
Coldiretti spara sulla Regione: perché non decide? Intanto sull’area ex Radicifil emergono inediti problemi di sicurezza delle sponde del Brusigliano
PISTOIA. Sicuramente la questione della centrale termoelettrica a metano che la Repower vorrebbe realizzare nell’area dell’ex Radicifil, a Badia a Pacciana, sarà uno dei temi al centro del dibattito dopo l’estate.
Al momento la parola è alla Regione, che dalla primavera del 2011 ha in corso la valutazione di impatto ambientale (Via) sul grande impianto da 245 MWt. Secondo gli annunci dell’epoca, 150 giorni avrebbero potuto essere sufficienti per arrivare ad una decisione: ma dall’inizio della procedura è passato più di un anno e ancora una pronuncia non arriva.
La cosa, ovviamente, non fa stare per nulla tranquilli Coldiretti, le associazioni ambientaliste (Legambiente e Wwf le principali) e il Comitato di Bottegone-Badia-Agliana, tutti nemici giurati del nuovo insediamento industriale. «La Regione dispone di tutti gli elementi per valutare. Lo faccia, assumendosene le responsabilità».
Di tutto questo si è parlato anche nel corso dell’ultima riunione della seconda commissione del consiglio comunale, quella che si occupa di lavori pubblici e urbanistica, riunione che era stata aperta – per l’occasione – al comitato, alle associazioni agricole e professionali e ad altri enti interessati, tra cui l’Autorità di bacino dell’Arno e il Consorzio Ombrone.
Ricordiamo che il progetto proposto dalla Repower Produzione Italia spa (controllata dalla multinazionale svizzera dell’energia Repower) prevede la realizzazione nell’area lasciata libera dalla Radicifil di una centrale elettrica a metano da 245 MWt, per un investimento di circa 90 milioni di euro. Nel luglio 2010 un protocollo d’intesa tra Regione, Provincia, Comune, azienda e sindacati diede un assenso di massima all’insediamento, che prometteva di riassorbire almeno in parte i cassintegrati Radicifil.
Il timore espresso da ambientalisti e Comitato è che questo pur desiderabile obiettivo faccia passare in secondo piano i problemi ambientali che la centrale avrebbe. Perché – si è chiesto ad esempio – durante una sospensione della Via chiesta da Repower, si sono svolti tre incontri convocati dalla Regione con le amministrazioni interessate?
Ma dalla commissione sono emersi anche altri problemi. Il direttore del Consorzio Ombrone Lorenzo Cecchi de Rossi ha ad esempio fatto presente che per neutralizzare gli effetti idrogeologici della centrale potrebbe non bastare la prevista cassa di espansione chiesta dal Comune da 20.000 metri cubi. Gli argini del torrente Brusigliano, infatti, nella zona sono particolarmente deboli e da rinforzare adeguatamente,anche alla luce delle nuove prescrizioni del Piano dell’Autorità di bacino.
La commissione si riaggiornerà a settembre, sperando che nel frattempo dalla Regione arrivino novità.
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