Il dolore
Le Piastre, tutto esaurito per il premio della Bugia
I turisti sono arrivati pure in camper, attratti anche dalle vignette mandate da 55 umoristi. «È vero che saranno organizzate qui le Olimpiadi del 2024?»
LE PIASTRE. Si dice che si accaduto davvero nelle strade de Le Piastre. Un turista passa in automobile per la via principale del paese (la prestigiosa Ximenes-Giardini) e, accostando a lato della strada, si ferma e domanda a un abitante del luogo seduto sul ciglio della carreggiata: «Scusi, ma è vero che avete chiesto di poter organizzare le olimpiadi del 2024?».
Risposta: «Sì, ma non sarà facile, perché a farci concorrenza ci saranno Parigi, Tokyo e persino Ghotam City».
Accade anche questo a Le Piastre, patria del Campionato Italiano della bugia, manifestazione che vacilla tra l’umoristico e il culturale, passando per il sociale, tra l’inconsapevolezza degli abitanti locali. Così, alla trentaseiesima edizione è accaduto di tutto. Per esempio, che Le Piastre fosse presa d’assalto da turisti giunti per l’occasione da ogni parte d’Italia (è la verità) e persino in camper.
O, ancora, che tutto l’abitato si sia calato nella parte olimpionica, con cartelli bugiardi e palco con tanto di fiaccola e braciere, acceso da un medagliato vero, come l’oro di Sidney 2000, Gabriele Magni.
I cartelli, dicevamo: c’è quello che ricorda di respirare piano per non spegnere il moccolo olimpico che fa il paio con l’indicazione per il villaggio degli atleti, distante 1573 chilometri perché indica il centro di Londra. Ma non solo questo, la fantasia dei piastresi è leggera e vola alto, tanto da aver inventato il vino bianco del paese che, prima di tutto, è rosso ed è giusto che sia così, vista l’assenza totale di viti nella zona.
Ma l’esilarante etichetta merita una lettura e il vino, aldilà del colore, non è certo da buttare.
E ancora, da queste parti patentato i bugiardi con una scheda simile alla tessera di guida che serve per diventare soci dell’Accademia della Bugia, associazione organizzatrice assieme alla locale Pro Loco.
La patente, dicono, si può avere con una tangente di 10 euro e il ricavato serve per uno scopo nobile: la lotta contro l’estinzione del pinguino maculato de Le Piastre.
Il contorno è questo, tanto per calarsi nell’ambiente.
La festa, invece, richiama tanti partecipanti, soprattutto nella sezione grafica che ha visto ben 55 umoristi (record storico!) inviare le loro opere. Non è stata da meno la sezione letteraria con un presidente di giuria di tutto rispetto come Sandro Veronesi: 27 scrittori in erba hanno voluto partecipare.
Ma la tradizione va rispettata e, allora, la sezione verbale è il centro di tutto.
Gli organizzatori si arrabbiano tutte le volte che un concorrente racconta una freddura o una barzelletta: qua si premiano bugie e tutto il resto è noia, anzi, fastidio.
Ci sono pure personaggi che si prestano all’avvenimento. Quest’anno erano in tre: il finto scrittore Gabriele Madala, il macellaio poeta Dario Cecchini e il comico acculturato Flavio Oreglio. Quest’ultimo ha ricevuto la laurea di bugiardo ad honorem e ha deliziato la platea con una bellissima lectio magistralis.
La soddisfazione più grande, però, è stata vedere una piazza stracolma di gente intenta a ridere gratis per un lavoro fatto tutto con volontariato da gente che si prodiga per far vivere al paese un momento di gloria. Olimpica, s’intende.
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