Il Tirreno

Pistoia

«I soldi non ci sono» Una pietra tombale sulla nuova questura

di Massimo Donati
«I soldi non ci sono» Una pietra tombale sulla nuova questura

Il ministero sancisce definitivamente il proprio dietrofront in una lettera di risposta al sindacato di polizia Coisp

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PISTOIA. Parole chiare e definitive, incise a colpi di mazzuolo e scalpello nel marmo di quella che per la nuova questura di Pistoia sembra davvero essere la pietra tombale.

Non lascia infatti spiragli ad alcuna speranza la risposta che il ministero dell’Interno ha inviato venerdì scorso al sindacato di polizia Coisp, che a fine marzo aveva fatto presente ancora una volta al Dipartimento di pubblica sicurezza la situazione di degrado e di rischio in cui i poliziotti pistoiesi sono costretti a lavorare nell’attuale sede di via Macallè. Sintetizzando le tre pagine inviate dal direttore dell’ufficio per le relazioni sindacali al Coisp,emerge inequivocabili la sentenza: lo Stato non ha i soldi per sostenere l’affitto per il nuovo polo per la sicurezza (che avrebbe dovuto ospitare questura, polstrada e prefettura) ormai ultimato all’ex Breda e anche per i prossimi anni non sono previste nuove assegnazioni di fondi per la locazione di immobili in uso alla Polizia di Stato; al massimo sarà possibile qualche intervento di manutenzione ordinaria nell’attuale sede della questura.

Come sottolinea il segretario provinciale del Coisp, Antonio Rovito, nella risposta del ministero «sono riassunte le fasi del tramonto dell'agognato progetto».

«Lo stop governativo – lamenta – non riconosce ai poliziotti pistoiesi il diritto di lavorare in ambienti idonei, come se essi fossero figli di un Dio minore. Poteva essere l'occasione per far esprimere al meglio le potenzialità dei poliziotti, con indubbi benefici per la sicurezza della città e dei suoi abitanti. Siamo costretti ad essere dei confinati della sicurezza, a dover ricorrere ogni giorno all'arte di arrangiarsi, per fare in modo di assicurare un servizio dovuto ai cittadini da uno Stato che ha sperperato ed ancora oggi sperpera risorse, senza saper distinguere quali sono le reali necessità dei suoi abitanti. Il diritto alla sicurezza dei cittadini è un dovere dello Stato ed il compito deve essere assolto anche assicurando ai poliziotti di Pistoia un edificio a norma di legge».

I lavori per il nuovo Polo per la sicurezza sono iniziati due anni fa e sono quasi ultimati. L’accordo a tre fra la società costruttrice, il Comune di Pistoia e il ministero prevedeva un affitto annuo di 734.000 euro più iva per questura e polizia stradale e di 466.000 più iva per la prefettura. Con una clausola: qualora il ministero avesse deciso (come di fatto è avvenuto) di tirarsi indietro non avrebbe dovuto pagare penali. La patata bollente passerà quindi al Comune di Pistoia, a cui spetterà il compito di individuare un’altra destinazione d’uso per quell’edificio di ben 8.000 metri quadrati ormai costruito a proprie spese dalla Società cooperativa muratori e affini.

Il ministero ha giustificato il passo indietro con i tagli imposti dal governo alle spese, ma secondo i sindacati di polizia la decisione non sarebbe logica vista la differenza tutto sommato non enorme tra l’attuale e il futuro affitto.

Tanto più se si tiene conto delle spese di ordinaria manutenzione che negli ultimi anni il ministero ha autorizzato per la sede di via Macallè e di quelle che, con ogni probabilità dovrà autorizzare nel prossimo futuro.

«Poiché non ci riteniamo ancora domi e paghi delle risposte fin qui ricevute, anche dalle locali forze politiche – spiega il segretario provinciale Rovito – suggeriamo a queste ultime di interessare i propri senatori e onorevoli suggerendo che le risorse mancanti siano stornate dal Fug (Fondo unico di giustizia), che dispone anche di cash, nato per gestire i beni confiscati a seguito dei sequestri dell'autorità giudiziaria e delle forze dell'ordine. Le migliaia di firme dei cittadini pistoiesi, raccolte da Coisp, Silp-Cgil, Siap e Uil Pubblica amministrazione, a sostegno della dignità lavorativa dei poliziotti, meritano sicuramente grande attenzione, in quanto la straordinaria solidarietà ricevuta, per la quale siamo sempre grati, impone a tutti di non lasciare nulla di intentato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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