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La Pmi replica: «Progetto Shanghai pagato dai cinesi»

La Pmi replica: «Progetto Shanghai pagato dai cinesi»

QUARRATA. La Pmi, agenzia di promozione del mobile imbottito, difende il proprio operato e respinge gli attacchi mossi dal consigliere Pdl Flavio Berini sul progetto “Shanghai”. L’esponente d’opposiz...

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QUARRATA. La Pmi, agenzia di promozione del mobile imbottito, difende il proprio operato e respinge gli attacchi mossi dal consigliere Pdl Flavio Berini sul progetto “Shanghai”.

L’esponente d’opposizione, durante il consiglio comunale del 24 luglio,rendendo noto il fallimento dello showroom cinese promesso alle aziende quarratine, aveva chiesto al sindaco Marco Mazzanti il conto dei soldi pubblici spesi per finanziare «bluff e progetti sbagliati».Tra questi, nell’ambito del piano di rilancio economico del mobile messo in campo dal Comune di Quarrata grazie al contributo di varie associazioni e consorzi, c’era anche lo spazio da 8mila metri quadri a Shanghai, promosso da una delegazione di imprenditori orientali intenzionata a portare i mobili nostrani in Cina. Il progetto è svanito in una bolla di sapone. La vicenda è stata riportata dal Tirreno giovedì scorso.

L’agenzia Pmi, nella veste di coordinatore per quanto riguarda la parte italiana coinvolta nell’iniziativa, «con stupore e grande rammarico per le parole lette sul giornale» precisa adesso che i costi vivi del progetto “Shanghai” (ad esempio le trasferte) sono stati coperti dagli investitori cinesi. «Noi – si legge nella nota stampa diffusa dal gruppo – abbiamo offerto loro solo un pranzo. Sempre gli investitori hanno pagato lo studio di architetti e per il consulente di marketing, che ha predisposto la documentazione contrattuale, abbiamo ottenuto il finanziamento tramite bando regionale. Il vero costo – sottolineano dalla Pmi – è stato il tempo degli imprenditori promotori dell’iniziativa che hanno investito in un’operazione senza ottenere gli esiti sperati. Ma questo si chiama “rischio d’impresa”, che ogni soggetto accorto riesce a volgere a proprio favore».

L’agenzia evidenzia inoltre che grazie alle attività finora svolte per dar vita al progetto, purtroppo naufragato, si sono aperte diverse opportunità per le aziende. Il lavoro, insomma, non andrà sprecato. «La precisazione – spiega – era doverosa non tanto in merito all’intervento economico del Comune di Quarrata, ma come difesa dell’impegno imprenditoriale. Permetteteci uno sfogo: riteniamo che in questo momento economico e politico senza precedenti, non possiamo più permetterci che gli sforzi degli imprenditori del settore arredo, e le difficoltà che loro incontrano, diventino uno strumento della politica fine a se stessa». (b.f.)

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