Il Tirreno

Pistoia

Addio al piccolo Giosuè in centinaia ai funerali

Addio al piccolo Giosuè in centinaia ai funerali

L’antica chiesa di Cutigliano non è bastata ieri ad accogliere tutti coloro che si sono stretti attorno alla famiglia del bimbo di sei mesi morto soffocato

2 MINUTI DI LETTURA





CUTIGLIANO. Non ce l’ha fatta l’antica chiesa parrocchiale di San Bartolomeo ad accogliere tutti i presenti. Centinaia le persone che ieri pomeriggio hanno voluto dare un ultimo saluto al piccolo Giosuè Reggiannini, il bambino di sei mesi morto domenica all'ospedale Meyer di Firenze dopo essere rimasto vittima, il pomeriggio precedente, di un arresto cardiaco mentre si trovava a casa della nonna. In tanti hanno partecipato alla cerimonia funebre rimanendo in piedi sul sagrato, nonostante l’acquazzone che si è abbattuto su di loro confondendo lacrime e gocce di pioggia.

Il piccolo feretro bianco era arrivato a Cutigliano lunedì sera, nella piccola chiesa della Madonna, accanto al palazzo comune, dove era stata allestita la camera ardente, per tutta la notte era andata avanti la veglia funebre.

Poco prima delle quattro di ieri pomeriggio ha preso il via il corteo funebre diretto alla chiesa parrocchiale. Oltre ai familiari, ai parenti e agli amici, sono state centinaia le persone che hanno sfilato in silenzio per la via principale del paese. Un paese completamente avvolto da una cappa di dolore, con finestre e negozi sprangati e le ordinanze di proclamazione del lutto cittadino affisse sui bandoni. A dimostrazione della vicinanza alla famiglia del piccolo Giosuè, erano presenti le autorità al gran completo, sindaco in testa, con il gonfalone del Comune di Cutigliano.

La messa funebre è stata celebrata in forma cantata, grazie all'impegno dei tanti amici della famiglia che fanno parte del coro parrocchiale. Al termine della funzione, è stato il nonno Gustavo a portare fuori la bara del piccolo Giosuè, per accompagnarlo tra le proprie braccia nel suo ultimo viaggio, verso il cimitero del paese.

Giosuè, che era venuto alla luce – primo bimbo del 2012 a Cutigliano – il 15 gennaio scorso, era il secondogenito di Alberto Reggiannini e Linda Spinicci. La tragedia è avvenuta quando il piccolo si trovava in casa della nonna ed è rimasto con la testa incastrata tra le sbarre del letto su cui stava dormendo. Quando lo ha trovato esanime, la nonna lo ha preso in braccio e immediatamente è corsa in strada in cerca di aiuto. Sembrava che grazie al massaggio cardiaco e agli interventi di rianimazione subito praticati da un infermiere di passaggio, prima, e da due medici di famiglia poi, il piccolo Giosuè potesse farcela. Il suo cuore aveva ripreso a battere. Ma dopo una notatta passata in rianimazione all’ospedale Meyer di Firenze, i medici hanno diagnosticato la morte cerebrale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato